Lectio Quotidiana
Sab, 19 settembre 2026
XXIV Settimana del Tempo Ordinario
1 Cor 15,35-37.42-49; Lc 8,4-15
Cento volte tanto
Il Vangelo di oggi ha tre parti: la parabola del seminatore, lo scopo delle parabole e la spiegazione che Gesù dà della parabola.
Possiamo comprendere l’espressione “Parola di Dio” in tre modi. Primo, la Parola di Dio è Gesù stesso. Giovanni dice: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Gesù è la Parola di Dio venuta in mezzo a noi.
Secondo, la Parola di Dio indica le parole dette da Dio, le parole di Gesù o il Vangelo. Le persone del tempo di Gesù ascoltarono queste parole direttamente dalla sua bocca. Dopo Gesù, gli apostoli le annunciarono. Oggi queste parole arrivano a noi attraverso la Bibbia, la spiegazione della Sacra Scrittura e la predicazione.
Terzo, la Parola di Dio può indicare anche la nostra fede in Gesù. Questo vale sia per le persone del tempo di Gesù sia per noi. Per esempio, coloro che sono come il terreno pietroso possono rispondere subito quando cominciano a credere in Cristo. Possono cambiare vita, venire in chiesa e partecipare all’Eucaristia. Ma quando la loro fede viene messa alla prova, possono ritornare alla loro vita di prima.
Anche le parole umane possono cambiarci. Quando siamo scoraggiati, un amico può telefonarci improvvisamente e dirci parole che ci danno forza. Una canzone che ascoltiamo o un libro che leggiamo possono suscitare qualcosa dentro di noi. Le parole hanno il potere di muovere il cuore umano.
Supponiamo che io ascolti questa Parola di Dio: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» (Sal 23,1). Come può questa Parola portare frutto nella mia vita? Porta frutto quando accolgo il Signore come mio pastore e comincio a vivere considerando Lui come la mia pienezza.
Luca dice che il seme caduto sul terreno buono produsse cento volte tanto. Tutti e tre i Vangeli sinottici raccontano la parabola del seminatore. Ma Luca parla semplicemente di un raccolto cento volte maggiore, mentre gli altri parlano di trenta, sessanta e cento volte tanto. Per Luca, portare frutto significa portarlo pienamente.
Luca presenta anche tre passi per portare frutto: ascoltare con cuore buono e sincero, custodire ciò che si è ascoltato e perseverare. Nel Vangelo di Luca, persone come Maria, Giuseppe, Simeone, Anna e Zaccheo mostrano questo tipo di fecondità. Ascoltano, custodiscono e perseverano.
Il messaggio della parabola è importante. Il seme non cambia con la forza la natura del terreno. Anche il seminatore non costringe il terreno a diventare diverso. È il terreno stesso che deve accogliere il seme.
Dio rispetta la nostra libertà personale e spirituale. Dona la Parola. Dona la grazia. Ma non impone la risposta. Io devo lasciarmi cambiare. Cambiando me stesso, divento terreno buono, capace di accogliere il seme e portare frutto.
La domanda, quindi, non è se il seme sia buono. La Parola di Dio è buona. La domanda è: che tipo di terreno sono io?
Sono come la strada, dove la Parola rimane soltanto in superficie? Sono come il terreno pietroso, dove la fede comincia subito ma non ha profondità? Sono tra le spine, dove le preoccupazioni, la ricchezza e i piaceri soffocano lentamente la Parola? Oppure sono terreno buono, che ascolta, custodisce e persevera?
Nella prima lettura di oggi, Paolo parla della natura della risurrezione e usa l’immagine del seme. Ciò che viene seminato deve morire prima che appaia una vita nuova. Il seme viene sepolto, ma da quella sepoltura nasce una nuova forma di vita.
La stessa immagine unisce le due letture. Nel Vangelo, il seme deve essere accolto e deve portare frutto. Nella prima lettura, il seme deve morire per risorgere in una forma nuova.
Se la nostra vita diventa un raccolto cento volte maggiore, non dobbiamo avere paura della morte e della risurrezione. Una vita feconda porta già dentro di sé il segno della risurrezione. Ciò che viene donato a Dio non va mai perduto. Ciò che muore nella fede viene risuscitato nella gloria.
Oggi il Signore ci invita a diventare terreno buono. Ascoltiamo con cuore buono. Custodiamo la Parola. Perseveriamo. Allora la Parola accolta in noi non rimarrà soltanto ascoltata. Diventerà vita, fede, azione e un raccolto cento volte maggiore.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa Yesni Prays

Leave a comment