Lectio Quotidiana
Ven, 18 settembre 2026
XXIV Settimana del Tempo Ordinario
1 Cor 15,12-20; Lc 8,1-3
Discepolato inclusivo
Il Vangelo di oggi parla delle donne che accompagnavano Gesù durante il suo ministero e del loro discepolato. Luca riporta un particolare che gli altri evangelisti non presentano nello stesso modo: «Anche alcune donne erano con Gesù e lo servivano con i loro beni». Poco prima, Luca scrive: «I Dodici erano con Lui».
Come i Dodici erano con Gesù, così anche alcune donne erano con Gesù.
Secondo la tradizione evangelica, il discepolato ha due aspetti: stare con Gesù ed essere mandati da Gesù. I Dodici stavano con Gesù ed erano mandati da Lui in missione. Luca riprende questa stessa idea e, chiamandoli “i Dodici”, li presenta come coloro che erano con Gesù e che erano stati mandati da Lui. Poi fa un passo in più e parla delle donne che erano con Gesù. Esse lo servivano. Questa era la loro partecipazione alla missione.
Luca ci dà i nomi di alcune donne che seguivano Gesù. Non erano semplici spettatrici. Partecipavano alla missione. Sostenevano Gesù spiritualmente e materialmente.
Ognuna di loro aveva un passato. Erano state liberate da spiriti maligni e da malattie. Maria Maddalena era stata liberata da sette demoni. Ognuna aveva un passato dal quale era stata liberata. Attraverso la compassione e la misericordia di Gesù, erano state trasformate.
Erano anche generose. Sostenevano il ministero, i viaggi e le necessità di Gesù con i loro beni. Forse lo facevano come risposta alla trasformazione che Gesù aveva portato nella loro vita, oppure per fede e gratitudine.
Non ascoltavano semplicemente le parole di Gesù per poi andare via. Rispondevano alle sue parole attraverso le loro opere buone.
Non permettevano neppure che le opinioni o le critiche degli altri cambiassero la direzione della loro vita. Nella loro società non era generalmente considerato accettabile che le donne seguissero un rabbì. Eppure agirono con coraggio e non si ritirarono per paura.
Queste donne ci insegnano che il discepolato non dipende dal genere, dalla posizione sociale o dalla vita passata. Va oltre tutte queste cose. Dio accoglie tutti coloro che lo amano e credono in Lui. Il discepolato comprende sia la trasformazione personale sia la partecipazione attiva al Regno di Dio.
Che cosa ci insegna questo brano del Vangelo?
Primo, il discepolato non è legato al genere. Include sia gli uomini sia le donne. Dobbiamo riconoscere che la partecipazione delle donne è necessaria per la nostra vita e per la nostra missione. Dobbiamo riconoscere il lavoro che svolgono. Dobbiamo evitare di dare loro continuamente istruzioni, come se il loro compito fosse soltanto ricevere indicazioni.
Secondo, ogni persona può vivere il discepolato nella propria condizione di vita.
Terzo, il discepolato di Gesù onora la dignità personale. Prima Luca nomina i Dodici. Qui nomina anche le donne discepole. Dando loro un nome, ne riconosce la dignità. In questo modo viene riconosciuta anche la dignità delle donne.
Quarto, come queste donne, anche noi dobbiamo essere generosi nel condividere le nostre energie, il nostro tempo e i nostri beni.
Quinto, dobbiamo comprendere che davanti a Dio non conta soltanto come eravamo o come siamo, ma come ci lasciamo trasformare.
Sesto, il discepolato non consiste soltanto nelle parole. Si esprime nelle azioni. Non dobbiamo comprendere il “servizio” nel senso di schiavitù. Servire non è un’azione inferiore. È un valore. Luca usa qui la parola diakonia, che significa ministero o servizio. Il fatto che queste donne servissero con i loro beni indica anche il loro spirito di condivisione.
Nella prima lettura di oggi, Paolo parla ai Corinzi della risurrezione dei morti. Ricorda loro che la risurrezione di Gesù è il fondamento della loro fede.
L’atteggiamento di Gesù verso le donne ci sorprende. In una società nella quale persino parlare pubblicamente con una donna poteva essere considerato sconveniente per un rabbì, Gesù dà alle donne un posto tra coloro che partecipano alla sua missione.
Il discepolato inclusivo significa riconoscere che tutti hanno un posto nella missione di Gesù. Significa lasciarsi trasformare da Lui, rimanere con Lui e mettere la nostra vita e i nostri beni al servizio del suo Regno.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa Yesni Prays

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