Lectio Quotidiana. Mar, 7 luglio 2026. Due tipi di raccolto

Lectio Quotidiana
Mar, 7 luglio 2026
XIV Settimana del Tempo Ordinario
Os 8,4-7.11-13; Mt 9,32-38

Due tipi di raccolto

(a) Contesto e significato della prima lettura

Il profeta Osea predicò nel regno settentrionale d’Israele nell’VIII secolo prima di Cristo. Egli condannò la corruzione politica, l’idolatria e il compromesso religioso presenti tra il popolo.

Osea avverte che le loro scelte fatte secondo la propria volontà, i compromessi politici e l’infedeltà religiosa li porteranno alla schiavitù sotto l’Assiria.

Il primo problema è il tradimento politico. Dopo la morte di Geroboamo II, il popolo d’Israele scelse dei re per conto proprio, senza cercare la volontà di Dio. La loro vita politica non era più fondata sull’alleanza.

Il secondo problema è la corruzione religiosa. Osea parla del vitello di Samaria e dei molti altari diventati occasione di peccato. Il culto del vitello era legato al culto della fertilità di Baal. I luoghi destinati al culto del Signore venivano ormai usati per il falso culto e per il compromesso religioso.

Il profeta presenta poi la legge del raccolto: «Hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta». Le azioni d’Israele nel campo religioso, politico e sociale diventeranno vuote e distruttive. Ciò che seminano nel vuoto, lo raccoglieranno nella rovina.

Osea parla anche del ritorno in Egitto. L’Egitto è simbolo di schiavitù. Allontanandosi dal Signore, Israele ritornerà a una nuova forma di schiavitù, questa volta sotto l’Assiria.

Così la prima lettura presenta un tipo di raccolto: il raccolto del vuoto. Quando il popolo semina corruzione, idolatria, ingiustizia e volontà propria, non può raccogliere pace. Raccoglie confusione, perdita e schiavitù.

(b) Contesto e significato del Vangelo

Nel Vangelo di oggi, Gesù guarisce un uomo posseduto da un demonio e incapace di parlare. Quando il demonio viene scacciato, l’uomo comincia a parlare.

Le folle sono meravigliate e dicono: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele». Riconoscono la novità di ciò che Dio sta compiendo attraverso Gesù.

Ma i farisei lo accusano: «Egli scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni». Questa accusa segna l’inizio di un conflitto più profondo tra Gesù e i suoi oppositori.

Gesù non reagisce con rabbia. Non interrompe la sua missione a causa delle loro critiche. Invece, rivolge lo sguardo verso la gente.

Vede le folle stanche e sfinite, come pecore senza pastore. Questa immagine richiama l’Antico Testamento, dove Israele viene a volte descritto come un popolo senza pastore. Senza veri guide, il popolo è disperso, stanco e affamato spiritualmente.

Gesù prova compassione. La sua compassione non è soltanto un sentimento. Diventa missione. Egli insegna, guarisce e annuncia il Regno.

Poi dice ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai». Qui il raccolto è diverso da quello di Osea. Non è il raccolto della distruzione. È il raccolto della salvezza.

Gesù vede il bisogno spirituale del popolo come un campo pronto per la raccolta. La gente attende guarigione, guida, misericordia e la buona notizia del Regno.

(c) Sfide per la vita

Le letture di oggi presentano due tipi di raccolto.

Nella prima lettura, Osea avverte il popolo che raccoglierà il vuoto. Hanno seminato vento e raccoglieranno tempesta. Il loro tradimento politico, il compromesso religioso e il fallimento morale li porteranno alla schiavitù.

Nel Vangelo, Gesù parla di un altro raccolto. Mosso dalla compassione, vede la fame spirituale del popolo e parla del raccolto della salvezza.

In entrambe le letture, il popolo è come pecore senza pastore. In Osea, è sviato dal falso culto, da cattive guide e da scelte fatte senza Dio. Nel Vangelo, è stanco e sfinito, in attesa della cura del Pastore.

La domanda per noi è semplice: quale raccolto stiamo preparando?

Se seminiamo orgoglio, egoismo, corruzione e indifferenza, non possiamo aspettarci la pace. Se seminiamo verità, compassione, giustizia e fede, diventiamo parte del raccolto di Dio.

Il Vangelo mette in discussione anche il nostro modo di guardare le opere buone. Quando qualcuno fa il bene in mezzo a noi, lo ammiriamo e lo apprezziamo, come le folle? Oppure diventiamo sospettosi e troviamo difetti, come i farisei?

I farisei videro una guarigione e la trasformarono in un’accusa. Gesù vide persone ferite e trasformò la sua compassione in missione.

Oggi chiediamo gli occhi di Gesù. Impariamo a vedere le persone non come problemi, ma come persone bisognose di cura. Non seminiamo vento con azioni vuote. Diventiamo operai nella messe del Signore.

Il raccolto del vuoto nasce da una vita senza Dio. Il raccolto della salvezza nasce dalla compassione, dalla fede e dal servizio.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa Yesni Prays

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