Lectio Quotidiana
Sab, 15 agosto 2026
Assunzione della Beata Vergine Maria, solennità
Ap 11,19; 12,1-6.10; 1 Cor 15,20-27; Lc 1,39-56
Una donna nel cielo
Oggi celebriamo la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Il 1° novembre 1950, Papa Pio XII dichiarò solennemente che Maria, Immacolata Madre di Dio e sempre Vergine, dopo aver concluso la sua vita terrena, fu assunta in corpo e anima alla gloria del cielo. La Chiesa non definisce se Maria sia morta o sia entrata nella vita eterna senza conoscere la morte. La Chiesa orientale ricorda questo mistero come la “Dormizione” di Maria.
L’Assunzione di Maria approfondisce la nostra speranza nella risurrezione. Maria partecipa alla risurrezione del suo Figlio. Ella è anche il primo segno di ciò che accadrà a tutti i membri del Corpo di Cristo. Gesù è asceso al cielo con la sua potenza divina. Maria è stata assunta in cielo per la potenza di Dio. Oggi gioiamo perché la Madre che ha portato il Re nel suo grembo è entrata nel palazzo del Re.
Nel Vangelo di oggi, Maria entra nella casa di Zaccaria ed Elisabetta. Elisabetta pronuncia tre parole che ci aiutano a comprendere l’Assunzione di Maria.
Primo, Elisabetta dice: «Benedetta tu fra le donne». Maria è benedetta perché è preservata dal peccato e appartiene totalmente a Dio. Ella è la nuova Eva. Eva, con la disobbedienza, stese la mano verso il frutto proibito e cadde nell’inganno del serpente. Maria, con l’obbedienza, permise al frutto di Dio di crescere nel suo grembo. Eva ascoltò il serpente. Maria ascoltò Dio. In Maria, la promessa comincia a compiersi: la donna schiaccerà la testa del serpente.
Secondo, Elisabetta chiama Maria «la madre del mio Signore». Elisabetta è la prima a riconoscere Maria come Madre del Signore. Piena di Spirito Santo, ella non vede soltanto Maria, ma vede anche il Signore portato nel grembo di Maria. Questo è lo sguardo della fede. La fede vede la presenza nascosta di Dio. Il mondo vedeva una giovane donna di Nazaret. Elisabetta vide la Madre del Signore.
Terzo, Elisabetta dice: «Beata colei che ha creduto». Maria è beata perché ha creduto che la parola del Signore si sarebbe compiuta. La sua fede le dà il coraggio di accettare ciò che viene. La sua vita è insieme dono e missione. È scelta da Dio, ma rende anche se stessa degna di questa scelta attraverso la fede, l’abbandono e l’obbedienza.
Maria ascolta il saluto di Elisabetta, ma non risponde direttamente a Elisabetta. Invece, trasforma la sua risposta in un canto rivolto a Dio. Il suo cuore è sempre rivolto verso il cielo. Per questo anche il suo corpo viene portato verso il cielo. Il Magnificat rivela la natura, la presenza e l’azione di Dio. Dio è Signore, Salvatore, Potente e Santo. Il suo essere è misericordia. La sua azione è trasformazione. Egli guarda l’umiltà dei suoi servi, spiega la potenza del suo braccio, disperde i superbi, rovescia i potenti, innalza gli umili, ricolma di beni gli affamati e rimanda i ricchi a mani vuote.
Il canto di Maria è il sogno del Regno. È un sogno di liberazione, di rialzarsi e di aurora. Maria non canta solo di se stessa. Canta il mondo che Dio vuole creare.
Nella prima lettura, Giovanni vede «una donna vestita di sole». Questa donna può rappresentare Israele o la Chiesa. Nella comprensione dei Padri della Chiesa, ella indica anche Maria. La lotta tra la donna e il drago ci ricorda Eva e il serpente. Là Eva fu vinta dal serpente. Qui Maria sta come la donna che partecipa alla vittoria sul serpente.
Nella seconda lettura, Paolo dice che la morte è l’ultimo nemico, e anche essa sarà distrutta. L’Assunzione di Maria diventa un segno che la morte non ha l’ultima parola. Paolo dice che tutti riceveranno la vita, ciascuno al suo posto. L’Assunzione di Maria ci dà fiducia nella nostra risurrezione. Ciò che è avvenuto in Maria è la promessa di ciò che Dio vuole fare in noi.
Questa festa ci dona tre insegnamenti.
Primo, la vita è più grande della terra. Siamo chiamati a vivere oltre i desideri terreni e gli attaccamenti terreni. Maria ci insegna a tenere i piedi sulla terra, ma il cuore in cielo. Il cristiano non disprezza il mondo, ma non diventa prigioniero del mondo.
Secondo, la fede e l’abbandono di Maria sono il nostro modello. Ella è stata scelta da Dio, ma ha anche cooperato con la grazia. La sua vita è stata allo stesso tempo un dono e un compito. Ogni chiamata di Dio è così. È una benedizione, ma anche una responsabilità.
Terzo, il nostro valore non viene da ciò che siamo ora, ma da ciò che permettiamo a Dio di fare di noi. Maria è passata dall’essere una giovane donna di Nazaret all’essere la Madre del Signore. Ha permesso a Dio di trasformarla. Anche la nostra grandezza sta nella nostra apertura alla trasformazione.
La donna apparsa nel cielo porti luce alla nostra vita. Maria, assunta in cielo, ci insegni a vivere con fede, abbandono, libertà e speranza.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa Yesni Prays

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