Lectio Quotidiana. Mer, 30 settembre 2026. Le sfide del discepolato

Lectio Quotidiana
Mer, 30 settembre 2026
XXVI Settimana del Tempo Ordinario
Gb 9,1-12.14-16; Lc 9,57-62

Le sfide del discepolato

Quando osserviamo con attenzione le diverse persone che volevano seguire Gesù, una cosa diventa chiara. Coloro che si fanno avanti soltanto per entusiasmo personale non vengono semplicemente accolti senza essere messi alla prova. Il discepolato non si basa soltanto sull’attrazione personale. Si segue Gesù perché si è chiamati.

Un uomo dice a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». Forse era attratto dalla folla che circondava Gesù, dal suo insegnamento o dalle sue opere potenti. Gesù gli risponde mostrando che il discepolato è qualcosa di più profondo di un entusiasmo esteriore.

Gesù presenta tre sfide del discepolato.

Primo: «Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

La casa è il luogo dove restiamo, riposiamo e troviamo sicurezza. Rappresenta uno dei nostri bisogni umani fondamentali. Gesù ricorda al discepolo che seguirlo può significare lasciare da parte sicurezza e comodità. Il discepolato non può essere costruito sulla garanzia che tutto sarà sempre sicuro e conveniente.

Secondo, Gesù dice: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Il punto è che non possiamo continuare a portare con noi ciò che è già passato, concluso o morto. I ricordi del passato a volte possono causare dolore; altre volte possono riempirci di orgoglio. In entrambi i casi, il passato può trattenerci.

Il discepolo deve imparare ad andare avanti. Seguire Gesù richiede libertà da ciò che è già accaduto.

Terzo, Gesù dice: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il Regno di Dio».

È un’immagine agricola. Chi ara un campo deve continuare a guardare avanti. Guardare indietro rallenta il lavoro, rende il solco irregolare e può perfino far muovere l’aratro pericolosamente verso i piedi di chi sta lavorando.

Il messaggio è semplice: sono necessarie continuità e perseveranza.

Gesù allarga così la nostra comprensione del discepolato.

Le sue sfide sono queste: lasciare gli attaccamenti, lasciare alle spalle il passato e andare avanti senza esitazione. Sono anche lezioni per il cammino stesso della vita. Cresciamo quando siamo capaci di lasciare ciò che ci lega, smettere di vivere soltanto nel passato e continuare con perseveranza.

Nella prima lettura di oggi ascoltiamo la prima risposta di Giobbe ai suoi amici. Giobbe dice: «Implorerei pietà al mio giudice».

Giobbe sa che non può stare davanti a Dio contando soltanto sulle proprie forze. Eppure si fida della misericordia di Dio.

Dio è il nostro Giudice, ma è anche misericordioso. Quando ci stanchiamo o diventiamo deboli nel cammino del discepolato, Egli non ci abbandona. Ci rialza e ci dà la forza per continuare.

Oggi ricordiamo anche san Girolamo. Egli disse una frase famosa: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». Ci ricorda che, attraverso la lettura della Sacra Scrittura, possiamo conoscere Cristo più profondamente.

Girolamo tradusse la Bibbia dall’ebraico e dal greco in latino. Il suo amore per la Parola di Dio, la sua disciplina e la sua preparazione rimangono ammirevoli.

La sua vita ci insegna che dove nasce un vero interesse, nasce anche la forza.

Oggi apriamo la Bibbia nelle nostre case e leggiamone almeno alcune pagine.

Le sfide del discepolato rimangono reali: meno attaccamento, meno vita nel passato e più perseveranza. Ma Colui che ci chiama ci dona anche la misericordia e la forza per continuare.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa Yesni Prays

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