Lectio Quotidiana
Lun, 21 settembre 2026
San Matteo, apostolo ed evangelista, festa
Ef 4,1-7.11-13; Mt 9,9-13
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Oggi celebriamo la festa di san Matteo, apostolo ed evangelista. È il patrono dei bancari, dei contabili, degli esattori e dei revisori dei conti.
Nella filosofia indiana esiste il concetto di mārga, che significa “via”, cioè un cammino che conduce alla liberazione o alla beatitudine. Si parla di Jñāna Mārga, la via della conoscenza; Karma Mārga, la via dell’azione; e Bhakti Mārga, la via della devozione. In questo contesto, il Vangelo di Matteo può essere visto come il Vangelo della conoscenza, quello di Marco come il Vangelo dell’azione e quello di Luca come il Vangelo della devozione.
Nel Vangelo di Matteo, Gesù appare come il grande maestro. Il lungo Discorso della Montagna e gli altri grandi discorsi di Gesù hanno un’importanza particolare in questo Vangelo.
Matteo riporta queste parole di Gesù: «Ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52).
Queste parole ci dicono due cose. Primo, il Regno dei cieli è qualcosa che deve essere imparato e compreso. Perciò riguarda la conoscenza e la sapienza. Tutti possono imparare a conoscere il Regno dei cieli.
Secondo, queste parole possono essere riferite anche allo stesso Matteo. Matteo sedeva al banco delle imposte e raccoglieva denaro. Dopo aver conosciuto il Regno dei cieli, ha tirato fuori dal tesoro della sua esperienza cose antiche e cose nuove. Ha unito l’Antico Testamento alla nuova esperienza di Gesù e ha scritto il Vangelo.
Nella prima lettura di oggi, Paolo dice alla Chiesa di Efeso: «Comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto». Matteo vive secondo la chiamata ricevuta come apostolo in tre modi.
Primo, lascia ciò che è vecchio e si aggrappa a ciò che è nuovo. Paolo dice: «Quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà» (cf. 1 Cor 13,10). Quando Matteo incontra Gesù, che è la pienezza, lascia dietro di sé la sua vita incompleta di esattore delle tasse.
Secondo, Matteo ha il coraggio di dire davanti a Gesù: «Questo sono io». Subito dopo essere stato chiamato, Matteo invita Gesù a mangiare nella sua casa. Il pasto è un segno di relazione. A quella tavola, senza preoccuparsi delle etichette e delle accuse che gli altri gli avevano dato, Matteo mostra a Gesù chi è e chi sono i suoi amici e compagni.
Matteo diventa così uno dei personaggi biblici che offre ospitalità a Dio. C’è qualcosa di grande nella disponibilità a condividere il proprio cibo con un’altra persona. La fame, uno dei nostri bisogni più fondamentali, normalmente ci spinge a tenere le cose per noi stessi. Condividere il cibo diventa quindi un segno che la relazione è più importante del possesso.
Terzo, Matteo ci dona il Vangelo del «Dio con noi». Uno dei grandi messaggi del Vangelo di Matteo è l’Emmanuele: Dio è con noi. Alla fine del Vangelo di Matteo, Gesù non scompare dai suoi discepoli. Rimane con loro attraverso la sua promessa: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Matteo vive profondamente questa visione. Comprende che l’umanità deve aggrapparsi con forza al Dio che sceglie di rimanere con noi.
Ci sono molti altri elementi belli nel Vangelo di Matteo: la genealogia di Gesù; Giuseppe, l’incomparabile capo della Santa Famiglia, che Matteo chiama «giusto»; i Magi venuti dall’Oriente; il Discorso della Montagna; Pietro che cammina sul mare; il pentimento di Giuda; il sogno della moglie di Pilato; la parabola delle dieci vergini; la parabola degli operai della vigna; e il giudizio finale.
Oggi possiamo cercare di leggere almeno alcuni brani del Vangelo di Matteo.
Quando Matteo sente la voce di Gesù che gli dice: «Seguimi», si alza e lascia tutto. Non dice: «Fammi finire i miei conti e poi verrò». Non dice: «Forse domani». È pronto. Subito.
Il nome “Matteo” significa “dono di Dio”. Matteo, che porta un nome che significa dono, offre se stesso come dono a Dio.
L’uomo che un tempo teneva i conti del denaro, in seguito ha scritto il racconto della salvezza. Colui che un tempo registrava ciò che entrava e ciò che usciva, oggi ci dona il Vangelo attraverso il quale Cristo continua a parlarci.
Gesù continua a dire: «Seguimi».
La domanda è se noi siamo pronti ad alzarci.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa Yesni Prays

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