Lectio Quotidiana. Gio, 28 maggio 2026. Nuovo Discepolo

Lectio Quotidiana
Gio, 28 maggio 2026
VIII Settimana del Tempo Ordinario
1 Pt 2,2-5.9-12; Mc 10,46-52

Nuovo Discepolo

Il Vangelo di oggi ci presenta Bartimeo, un uomo cieco seduto lungo la strada che chiedeva l’elemosina. Inizia come un uomo ai bordi della strada, ma termina come un discepolo sulla strada. Inizia nelle tenebre, ma finisce seguendo Gesù.

Questa guarigione è nello stesso tempo un miracolo e un segno. Gesù dona la vista a un uomo cieco. Ma c’è anche un significato più profondo. Bartimeo, pur essendo cieco fisicamente, riconosce Gesù come Figlio di Davide. I discepoli, che camminano con Gesù e lo vedono ogni giorno, non lo comprendono pienamente. Questo è il paradosso del Vangelo: il cieco vede, mentre quelli che hanno gli occhi restano ciechi.

Bartimeo ci insegna le caratteristiche di un nuovo discepolo.

Prima, un discepolo riconosce il Maestro. Bartimeo sente che Gesù sta passando e coglie quel momento. Per lui può essere la prima, l’ultima e l’unica occasione. La fede comincia quando riconosciamo il passaggio della grazia e rispondiamo senza ritardo.

Secondo, un discepolo mantiene lo sguardo su Gesù. La folla cerca di farlo tacere, ma lui grida ancora più forte. Per Bartimeo, la voce di Gesù è più importante del rumore della folla. La stessa folla che prima lo rimprovera poi gli dice: “Coraggio, alzati, ti chiama.” La folla cambia. Gesù rimane.

Terzo, un discepolo lascia qualcosa di piccolo per ricevere qualcosa di più grande. Quando Gesù lo chiama, Bartimeo getta via il suo mantello. Quel mantello era forse il segno della sua vecchia vita, della sua povertà e della sua dipendenza. Per seguire Gesù, deve lasciare ciò che prima lo definiva.

Quarto, un discepolo sa che cosa chiedere. Bartimeo prima chiama Gesù: “Figlio di Davide”. Poi dice: “Rabbunì, che io riabbia la vista.” La sua preghiera è semplice, diretta e piena di fiducia. Non chiede ricchezza o potere, ma la vista.

Infine, un discepolo segue Gesù. Dopo aver ricevuto la vista, Bartimeo non ritorna alla sua vita di prima. Trova una vita nuova in Gesù e lo segue lungo la strada. La guarigione diventa discepolato. La grazia diventa missione.

Nella prima lettura, san Pietro descrive l’identità dei credenti. Essi sono chiamati a crescere nutrendosi del latte puro della Parola. Sono “stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato”. Questa identità porta anche una missione: proclamare le meraviglie di Colui che li ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Bartimeo è un’immagine viva di questa chiamata. Passa dalle tenebre alla luce, dall’elemosina al seguire Gesù, dal bordo della strada alla strada del discepolato. Riceve la vista, ma riceve anche una nuova identità.

Anche oggi il Signore passa nella nostra vita. Possiamo essere seduti lungo la strada della paura, della routine, della debolezza o dello scoraggiamento. Ma Gesù si ferma, ci chiama e ci domanda: “Che cosa vuoi che io faccia per te?” La nostra risposta sia semplice: “Signore, che io veda di nuovo.”

Un nuovo discepolo non è uno che non è mai stato cieco. Un nuovo discepolo è uno che permette a Gesù di aprire i suoi occhi e poi lo segue sulla strada.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa di Yesni Prays

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