Lectio Quotidiana
Ven, 30 ottobre 2026
XXX Settimana del Tempo Ordinario
Fil 1,1-11; Lc 14,1-6
Anche l’eccezione è una regola
«Chi comprende che anche l’eccezione può diventare una regola continuerà a fare il bene che gli è possibile.»
Gesù sta mangiando di sabato nella casa di un fariseo e guarisce un uomo affetto da idropisia. L’episodio sembra insegnare ai farisei che guarire di sabato è davvero lecito. L’idropisia è una condizione in cui i liquidi si accumulano nei tessuti causando gonfiore. Non è sempre immediatamente evidente, ma Gesù si accorge della condizione dell’uomo.
Ovunque vada, Gesù sembra diventare colui che dà la direzione. Né il sabato, né il banchetto del fariseo, né gli invitati possono impedirgli di fare il bene. Egli continua a compiere il bene che desidera fare (cf. At 10,38). Anche se sa bene che il sabato non impedisce di fare il bene, domanda ai farisei seduti a tavola: «È lecito guarire di sabato oppure no?». Essi rimangono in silenzio. Dopo aver guarito l’uomo, Gesù domanda loro: «Se uno di voi ha un figlio o un bue che cade in un pozzo, non lo tirerà fuori subito anche in giorno di sabato?». Prima tacevano perché non volevano rispondere; ora tacciono perché non possono rispondere.
Questo episodio ci offre tre insegnamenti.
(a) Anche l’eccezione è una regola. Ogni regola ha le sue eccezioni, e ci sono situazioni in cui l’eccezione stessa diventa la regola giusta da seguire. Il sabato era una regola, ma salvare una vita di sabato era già un’eccezione riconosciuta. Gesù ricorda questo ai farisei.
(b) Una mentalità da leader. Gesù mantiene una mentalità da leader in ogni situazione. Un leader è capace di orientare la situazione secondo ciò che è giusto e necessario. Una mentalità da schiavo, invece, si adatta semplicemente alle circostanze. Con una mentalità da leader possiamo fare il bene che sappiamo di dover fare. Chi ha una mentalità servile può desiderare di fare il bene, ma rimane in silenzio pensando: «Che cosa diranno gli altri?». Gesù tratta anche l’uomo affetto da idropisia come se fosse suo figlio e lo solleva dal “pozzo” della sua sofferenza.
(c) Superare i limiti che ci imponiamo da soli. Molte volte mettiamo limiti a noi stessi e diciamo: «Io sono fatto così. Questo è tutto ciò che posso fare». La capacità umana è molto più grande di quanto immaginiamo. Può andare oltre limiti religiosi, rituali e sociali. Per superare i limiti che ci imponiamo, dobbiamo liberarci dal dubbio su noi stessi. Uno dei maggiori ostacoli è il desiderio di compiacere gli altri. Se Gesù avesse osservato il sabato soltanto per piacere ai farisei, avrebbero forse cambiato opinione su di Lui? No. Gesù non ha mai vissuto per compiacere i suoi avversari. Quando mi libero dai limiti che mi sono imposto, divento capace di superare anche molti altri confini. Il bene e il male devono sempre essere discerniti nella situazione concreta.
Nella prima lettura di oggi, Paolo scrive alla Chiesa di Filippi: «Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù». Dio è la sorgente e il compimento di ogni opera buona.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Un’iniziativa Yesni Prays

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