Lectio Quotidiana. Mar, 27 ottobre 2026. Questo mistero è grande!

Lectio Quotidiana

Mar, 27 ottobre 2026

XXX Settimana del Tempo Ordinario

Ef 5,21-33; Lc 13,18-21

Questo mistero è grande!

Le immagini che Gesù usa per parlare del Regno di Dio ci sorprendono. I suoi paragoni erano abbastanza semplici da essere compresi dalla gente comune. Nel Vangelo di oggi, Gesù paragona il Regno di Dio a un granello di senape e al lievito.

Prima di tutto, che cos’è il Regno di Dio? Ci sono molti modi per comprenderlo: la Chiesa, i valori del Vangelo, la vita dopo la morte e così via. Ma il Regno di Dio è Gesù stesso. Tutto qui. Per questo Gesù dice: «Il Regno di Dio è in mezzo a voi» (Lc 17,21), perché Egli stesso è in mezzo a loro. Il mondo è il campo nel quale Gesù, il Regno, è all’opera.

(a) Il granello di senape

Gli ebrei consideravano il granello di senape tra i semi più piccoli (cf. Mt 13,31-33; Mc 4,30-32). Quando Gesù parla di una «fede grande quanto un granello di senape» (cf. Lc 17,6), fa riferimento proprio alla sua piccolezza. Il seme di senape proviene dalla pianta Sinapis nigra. Questa pianta può crescere da circa un metro fino a oltre quattro metri e quindi può essere descritta anche come un albero. Sebbene Gesù parli della sua crescita, l’accento è soprattutto sull’inizio e sulla fine: un piccolo inizio, ma un grande risultato. Un piccolo seme diventa un grande albero.

Gesù aggiunge anche un altro particolare: «Gli uccelli del cielo fecero il nido tra i suoi rami». Nella parabola del seminatore, gli uccelli sono nemici del seme (cf. Lc 8,5.12). Qui, invece, diventano ospiti. L’albero di senape del Regno non è come una «torre per cellulari» che allontana gli uccelli, ma un albero che li attira e offre loro cibo e riparo. I Padri della Chiesa hanno interpretato gli uccelli come simbolo dei pagani (cf. Dn 4,12.21; Sal 104,13; Ez 17,23).

(b) Il lievito

Quello che oggi chiamiamo lievito è simile al lievito che aggiungiamo quando prepariamo il pane o una torta, oppure a una parte di pasta fermentata aggiunta alla farina fresca perché tutta la pasta possa lievitare. Una volta mescolato nell’impasto, comincia ad agire. Rende la pasta morbida ed elastica. Qualunque sia la quantità di farina, il lievito continua a svolgere il suo lavoro. Ancora una volta, un piccolo inizio produce un grande risultato. Che qualcuno lo osservi oppure no, il lievito continua ad agire. La sua azione non può essere semplicemente fermata a metà. Non può più essere separato dall’impasto. Una volta che ha trasformato la pasta, essa non può tornare allo stato di prima.

Nella Bibbia il lievito viene talvolta usato in senso negativo (cf. Lc 12,1; 1 Cor 5,6-8; Gal 5,9). Qui, invece, viene usato in senso positivo.

Che cosa ci dicono queste immagini sul Regno di Dio?

Anche se il seme e il lievito appaiono piccoli, possiedono dentro di sé una grande forza. Anche il Regno di Dio porta in sé una forza propria. Il modo in cui il seme e il lievito agiscono rimane nascosto ai nostri occhi; anche l’azione del Regno è spesso nascosta. Le forze esterne non possono facilmente impedire al seme o al lievito di agire, e nessuno può fermare definitivamente la crescita del Regno. Sia il seme sia il lievito diventano realtà utili e capaci di dare vita. Allo stesso modo, il Regno diventa uno spazio nel quale le relazioni umane vengono trasformate e portano frutto.

Nella prima lettura di oggi, Paolo passa dalla realtà visibile del matrimonio alla realtà invisibile di Dio. Anche se il brano contiene indicazioni per il marito e la moglie, il suo significato più profondo conduce verso Dio.

Paolo dice: «Questo mistero è grande». Un mistero non è semplicemente qualcosa di nascosto. È una realtà che ci include, ci avvolge e ci attira dentro di sé. Ogni vera comprensione del Regno di Dio e di Dio diventa, alla fine, anche una comprensione di chi siamo noi.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Un’iniziativa Yesni Prays

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