Lectio Quotidiana. Gio, 10 settembre 2026. Dal conoscere all’amare

Lectio Quotidiana
Gio, 10 settembre 2026
XXIII Settimana del Tempo Ordinario
1 Cor 8,1-7.11-13; Lc 6,27-38

Dal conoscere all’amare

Le letture di oggi ci insegnano che la nostra conoscenza deve condurci all’amore. La conoscenza e la comprensione non devono renderci orgogliosi o separarci dagli altri. Devono edificare la comunità e rendere il nostro cuore simile al cuore di Cristo. La vera conoscenza non è solo informazione. È sapienza che ci unisce a Dio e gli uni agli altri.

Nella prima lettura, Paolo dice: «La conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica». I cristiani di Corinto avevano una certa conoscenza sugli idoli. Sapevano che gli idoli non erano nulla e che c’è un solo Dio. A causa di questa conoscenza, alcuni di loro mangiavano il cibo offerto agli idoli. Ma per coloro che erano deboli nella fede, questo diventava motivo di scandalo.

Il problema non era solo il cibo. Il problema era il modo in cui veniva usata la conoscenza. Coloro che avevano conoscenza cominciavano a pensare di essere più grandi degli altri. La loro conoscenza non li rendeva sensibili verso i deboli. Li rendeva centrati su se stessi. Perciò Paolo li avverte: la conoscenza senza amore può ferire un’altra persona.

Questo è vero anche nel nostro mondo. Oggi diamo molta importanza alla conoscenza, all’educazione, alla competenza e al successo professionale. Tutte queste cose sono buone. Ma la conoscenza deve essere usata per il bene degli altri. Non deve diventare motivo di orgoglio. Deve condurci alla compassione. La vera conoscenza ci orienta verso Dio e verso il prossimo.

Nel Vangelo, Gesù ci chiede di amare i nostri nemici. Questa è la forma più alta dell’amore. L’amore non è solo un sentimento. È un’azione che cerca il bene dell’altro. L’amore comprende misericordia, generosità, perdono e pazienza. L’amore non chiede solo: “Che cosa è bene per me?” Chiede: “Che cosa è bene per l’altro?”

Gesù dice: «Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male». Queste parole non sono facili. Gesù sa che questo è difficile. Per questo Egli stesso diventa il nostro esempio. Sulla croce perdona coloro che lo crocifiggono. In Lui, la conoscenza di Dio diventa amore per l’umanità.

Se la nostra conoscenza di Dio è vera, deve cambiare il nostro cuore. Sapere che Dio è misericordioso significa che anche noi dobbiamo diventare misericordiosi. Sapere che Dio perdona significa che dobbiamo imparare a perdonare. Sapere che Dio è generoso significa che dobbiamo diventare generosi. La teologia deve diventare misericordia. La dottrina deve diventare compassione. La fede deve diventare amore.

La conoscenza a volte può dividerci. Uno sa di più, un altro sa di meno. Uno è forte nella fede, un altro è debole. Uno comprende, un altro fa fatica. Ma l’amore ci unisce. L’amore insegna ai forti a prendersi cura dei deboli. L’amore insegna a chi sa di più a diventare umile. L’amore insegna al credente a diventare fratello o sorella.

Paolo ci ricorda che, quando feriamo un fratello o una sorella debole, pecchiamo contro Cristo. È un avvertimento forte. L’altra persona non è fuori da Cristo. Anche la persona debole appartiene a Cristo. Perciò la nostra libertà deve essere guidata dall’amore. La nostra conoscenza deve essere misurata dal bene che fa agli altri.

Gesù ci dà la misura dell’amore cristiano: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». La conoscenza di Dio non si compie solo nello studio. Si compie nell’esperienza. Conosciamo Dio sperimentando la sua misericordia. Mostriamo di conoscere Dio mostrando misericordia agli altri.

Anche l’amore è un’esperienza. Comprendiamo l’amore solo quando lo riceviamo e lo pratichiamo. Una persona può sapere molte cose su Dio, ma se non sa perdonare, benedire, donare e mostrare misericordia, quella conoscenza rimane incompleta.

Oggi il Signore ci invita a passare dal conoscere all’amare. La nostra conoscenza non ci renda orgogliosi. Edifichi gli altri. Il nostro sapere non ci renda lontani. Ci renda compassionevoli. La nostra fede non diventi superiorità. Diventi servizio.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa Yesni Prays

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