Lectio Quotidiana. Gio, 23 luglio 2026. Rimanere in Cristo

Lectio Quotidiana
Gio, 23 luglio 2026
Santa Brigida di Svezia, Compatrona d’Europa
Gal 2,19-20. Gv 15,1-8

Rimanere in Cristo

Oggi celebriamo santa Brigida di Svezia, religiosa, mistica, madre di famiglia e compatrona d’Europa. La sua vita ci ricorda che la santità non appartiene a una sola condizione di vita. Brigida fu sposa, madre, vedova, pellegrina, fondatrice e donna di profonda preghiera. In ogni stagione della sua esistenza cercò di rimanere unita a Cristo.

Le letture di oggi ci aiutano a comprendere il centro della sua vita spirituale. San Paolo dice ai Galati: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me». Questa frase è una delle più alte sintesi della vita cristiana. Essere cristiani non significa soltanto seguire alcune regole o compiere alcune pratiche religiose. Significa lasciare che Cristo viva in noi, pensi in noi, ami in noi, serva in noi.

Paolo dice anche: «Sono stato crocifisso con Cristo». L’unione con Cristo non è un’idea romantica. Passa attraverso la croce. Chi appartiene a Cristo non vive più centrato su se stesso, sui propri desideri, sulla propria gloria o sulla propria sicurezza. Vive nella fede del Figlio di Dio, che lo ha amato e ha dato se stesso per lui.

Santa Brigida ha vissuto questa unione con Cristo. Le sue visioni, le sue preghiere e le sue opere non nascevano da curiosità spirituale, ma da un cuore ferito dall’amore di Cristo. Ella guardava il Crocifisso e imparava da Lui il dono totale di sé. Per questo la sua fede non rimase chiusa dentro la sua interiorità. Divenne attenzione alla Chiesa, alla società, ai poveri, ai governanti, alla pace e alla conversione.

Nel Vangelo, Gesù dice: «Io sono la vite, voi i tralci». Il tralcio non può vivere da solo. Se si separa dalla vite, si secca. Se rimane unito alla vite, porta frutto. Questa immagine è semplice e profonda. La vita cristiana non nasce prima dal nostro sforzo, ma dalla nostra unione con Cristo. Prima di fare, dobbiamo rimanere. Prima di portare frutto, dobbiamo essere uniti alla vite.

Gesù ripete più volte: «Rimanete in me». Rimanere significa fedeltà. Significa non fuggire quando arrivano la fatica, l’aridità, la prova o il silenzio di Dio. Rimanere significa custodire la preghiera, ascoltare la Parola, vivere i sacramenti, servire con amore e accettare la potatura.

Il Padre, dice Gesù, è il vignaiolo. Egli taglia ciò che è secco e pota ciò che porta frutto perché porti più frutto. La potatura non è distruzione. È cura. Anche nella vita di santa Brigida ci furono potature: la morte del marito, il distacco, le fatiche del pellegrinaggio, le incomprensioni, le responsabilità. Ma queste potature resero la sua vita più feconda.

Come compatrona d’Europa, santa Brigida parla anche al nostro tempo. L’Europa, e con essa ogni società, rischia di diventare un tralcio separato dalla vite quando dimentica Dio, perde la memoria spirituale, riduce la vita alla sola efficienza e smarrisce la cura dei deboli. Senza Cristo, anche ciò che appare forte può seccarsi. Con Cristo, anche ciò che sembra piccolo può portare frutto.

Oggi chiediamo a santa Brigida di insegnarci tre cose: vivere non per noi stessi, ma lasciando Cristo vivere in noi; rimanere uniti alla vite anche nelle potature della vita; portare frutti di amore, giustizia, pace e conversione.

La santità è questa: non vivere più solo noi, ma permettere a Cristo di vivere in noi. Allora la nostra vita diventa un tralcio vivo, unito alla vite, fecondo per la Chiesa e per il mondo.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa Yesni Prays

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