Lectio Quotidiana. Gio, 27 agosto 2026. Servo fedele e prudente

Lectio Quotidiana
Gio, 27 agosto 2026
XXI Settimana del Tempo Ordinario
Santa Monica, memoria

1 Cor 1,1-9; Mt 24,42-51

Servo fedele e prudente

Il Vangelo di oggi ha due parti. Nella prima parte, Gesù parla del padrone di casa che rimane vigilante. Il padrone vigilante protegge i suoi beni perché non vengano rubati. Nella seconda parte, Gesù presenta due tipi di amministratori.

Il servo fedele e prudente dà il cibo agli altri servi al momento giusto. Quando il padrone arriva, lo trova mentre sta facendo il suo lavoro. Il servo cattivo, invece, picchia i suoi compagni e mangia e beve con gli ubriaconi. Non è pronto per la venuta del suo padrone.

Tra questi due servi, il primo è fedele e prudente. Il secondo è cattivo.

Il servo fedele e prudente fa ciò che deve fare. Il servo cattivo si crea una propria idea e pensa che il suo padrone agirà secondo quella idea. Così comincia a fare il male contro se stesso e contro gli altri.

Gesù dice che l’amministratore deve avere due qualità: deve essere fedele e prudente.

Essere fedele è rivolto verso l’alto. È fedeltà al padrone. Essere prudente è rivolto verso i propri pari e verso coloro che sono affidati a lui. È sapienza nel trattare le persone che gli sono state consegnate. Quando queste direzioni vengono confuse, cominciano i problemi di amministrazione.

Per esempio, se un insegnante che lavora in una scuola cerca di mostrarsi furbo davanti al preside, questo può diventare pericoloso per il suo lavoro. Allo stesso modo, se l’insegnante comincia a mostrare fedeltà solo al personale dell’ufficio e agli studenti affidati a lui, può perdere la fiducia di chi sta sopra di lui. Perciò, l’amministratore della casa deve possedere entrambe le qualità nella direzione giusta. Tutte e due sono valori. Ma è la loro direzione a renderle utili.

Questo amministratore deve evitare tre cose. Primo, non deve trovare scuse per se stesso. Secondo, non deve picchiare i servi affidati a lui. Terzo, non deve lasciarsi andare al mangiare e al bere fino a perdere il controllo. Perciò, la sua mente, le sue mani e la sua anima devono rimanere pure.

La posizione dell’amministratore non è qualcosa che egli ha scelto da sé. È qualcosa che gli è stata affidata. Egli ha messo la propria volontà sotto la volontà del suo padrone. Perciò, da lui si attende una responsabilità più grande. Molto gli è stato affidato.

Nella prima lettura di oggi, Paolo dice al popolo di Dio a Corinto: «In Cristo Gesù siete stati arricchiti di tutti i doni». La presenza di Cristo riempie le loro mani. Hanno ricevuto grazia, parola, conoscenza e forza. Poiché hanno ricevuto molto, devono anche vivere con responsabilità e fedeltà.

Oggi ricordiamo Santa Monica. Sant’Ambrogio le disse riguardo ad Agostino: «Il figlio delle tue lacrime ritornerà a te». Monica rimase salda fino alla fine nella fede e nella preghiera. Diventa un bellissimo esempio di buona amministratrice. Fu fedele a Dio. Fu prudente nella pazienza. Non abbandonò la responsabilità che le era stata affidata come madre.

Oggi Gesù ci chiede di essere servi fedeli e prudenti. Nella nostra famiglia, nella parrocchia, nel lavoro, nel ministero e nella comunità, qualcosa ci è stato affidato. Non siamo proprietari. Siamo amministratori. Non dobbiamo usare la nostra responsabilità per comodità personale, dominio o negligenza. Dobbiamo essere trovati mentre facciamo il nostro lavoro quando il Signore viene.

La fedeltà ci mantiene davanti a Dio. La prudenza ci aiuta a servire bene gli altri. Quando entrambe stanno insieme, diventiamo servi di cui il Maestro può fidarsi.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa Yesni Prays

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