Lectio Quotidiana. Ven, 26 giugno 2026. Volontà e forza

Lectio Quotidiana
Ven, 26 giugno 2026
XII Settimana del Tempo Ordinario
2 Re 25,1-12; Mt 8,1-4

Volontà e forza

Dopo aver presentato Gesù come il nuovo maestro nella tradizione di Mosè, Matteo comincia ora a raccontare le sue opere potenti o i suoi miracoli.

Nel Vangelo di oggi, Gesù guarisce un uomo malato di lebbra. Questo è il primo miracolo compiuto da Gesù nel Vangelo di Matteo. Alla comunità di Matteo, questo episodio poteva ricordare il profeta Eliseo, che nell’Antico Testamento guarì dalla lebbra Naamàn, il Siro.

Poiché non esisteva una cura conosciuta, la malattia si diffondeva facilmente e sfigurava il corpo, la lebbra era spesso considerata una maledizione di Dio. Le persone malate venivano escluse dai villaggi e dalle comunità. Si sentivano lontane sia da Dio sia dagli altri. La lebbra causava dunque non soltanto dolore fisico, ma anche dolore interiore.

La guarigione avviene davanti alla folla. Il lebbroso si avvicina a Gesù e dice: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Egli crede che Gesù abbia potere sulla sua malattia. È necessaria soltanto la volontà di Gesù.

Gesù stende la mano e lo tocca. Naamàn si aspettava che Eliseo facesse lo stesso, ma Eliseo non lo toccò. Gesù, invece, tocca il lebbroso. In questo modo non diventa impuro. Al contrario, rende puro colui che era impuro.

Gesù gli ordina poi di non parlare del miracolo, ma di presentarsi al sacerdote e offrire il dono prescritto. Così lo restituisce non soltanto alla salute, ma anche alla comunità religiosa e alla comunione con Dio.

Il miracolo avviene nel punto in cui il desiderio del lebbroso incontra la volontà di Gesù.

Quale lezione ci offre questo episodio?

Molte volte pensiamo di non avere la forza necessaria per fare alcune cose. Ma, riflettendo con sincerità, scopriamo che spesso la forza per fare ciò che desideriamo veramente è nascosta dentro di noi. Quando nasce il desiderio, appare anche la forza.

Diciamo spesso che, per realizzare qualcosa, abbiamo bisogno della “forza di volontà”. Tuttavia, dimentichiamo che la volontà stessa diventa forza. Quando nasce l’interesse, segue anche l’energia.

Prendiamo dunque una cosa che continuiamo a rimandare perché diciamo: «Non posso farla». Cominciamo a interessarci veramente ad essa. Quando cresce l’interesse, nasce la forza. L’ossessione supera il talento. Quando la volontà e la forza si uniscono, qualcosa di straordinario diventa possibile.

La prima lettura descrive la distruzione di Gerusalemme e l’inizio dell’esilio babilonese. Il Salmo 137 dà voce al dolore del popolo: «Lungo i fiumi di Babilonia, là sedevamo e piangevamo ricordandoci di Sion». Le loro lacrime esprimono sconfitta, paura e impotenza.

È proprio nei momenti di sconfitta, paura e impotenza che Dio viene in mezzo a noi.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa Yesni Prays

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