Lectio Quotidiana
Mer, 4 nov 2026
XXXI Settimana del Tempo Ordinario
Fil 2,12-18; Lc 14,25-33
In modo completo e in anticipo
Dopo aver insegnato sul mangiare insieme, sull’ospitalità e sull’accogliere l’invito al banchetto, Gesù ora parla della sequela. Egli indica ciò che essa richiede: distacco dalle relazioni, distacco dai beni e accoglienza della croce. Poi propone due immagini: un uomo che costruisce una torre e un re che parte per la guerra.
Chi costruisce una torre deve conoscere bene sia le proprie forze sia le risorse di cui dispone. Senza una pianificazione completa, non può portare a termine la costruzione. Chi inizia qualcosa deve avere un progetto che arrivi fino alla sua conclusione. Il Qoèlet dice: «Meglio la fine di una cosa che il suo principio» (cf. Qo 7,8). Stephen Covey esprime la stessa idea con il principio: «Cominciare pensando alla fine». Seguire Gesù non è semplicemente qualcosa che inizia oggi e continua per un certo tempo. La meta è seguirlo fino alla croce e alla morte. Il discepolo deve iniziare tenendo presente questa meta.
Il re che va in guerra deve prima sedersi e riflettere. Deve conoscere sia la propria forza sia quella dell’avversario e, in base a questo, cambiare strategia. Altrimenti deve essere pronto a cercare condizioni di pace. Se non lo fa, può andare incontro a una grande rovina. Si possono perdere vite e risorse. Quanto prima e quanto più saggiamente pianifica e decide, tanto maggiore sarà la possibilità di riuscire.
Da una parte, dunque, la sequela richiede di prepararci in modo completo e in anticipo. Dall’altra, lo stesso principio vale per tutta la vita. Se desideriamo pienezza e riuscita, dobbiamo imparare ad agire con completezza e a prepararci prima.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Un’iniziativa Yesni Prays

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