Lectio Quotidiana
Lun, 24 agosto 2026
San Bartolomeo, festa
Ap 21,9-14; Gv 1,45-51
Dal dubbio alla fede
Oggi celebriamo la festa di San Bartolomeo, apostolo. L’evangelista Giovanni lo chiama Natanaele. Questo doveva essere il suo nome personale. “Bartolomeo” in aramaico significa “figlio di Talmai”. “Natanaele” significa “dono di Dio” oppure “Dio ha dato”.
Dopo aver incontrato Gesù, Filippo va dal suo amico Natanaele e gli dice: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti». Natanaele esita e domanda: «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?» Ma quando Filippo gli dice: «Vieni e vedi», Natanaele va a incontrare Gesù.
Natanaele passa dal dubbio alla fede.
Primo, il dubbio di Natanaele. Egli ha dubbi sull’identità di Gesù. La sua domanda, «Da Nazaret può venire qualcosa di buono?», rivela il pregiudizio che porta dentro di sé.
Secondo, la conoscenza divina. Gesù ci conosce oltre i nostri dubbi. Rivela chi è Natanaele: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Prima che Natanaele riconosca Gesù, Gesù conosce già Natanaele.
Terzo, il punto di svolta. Natanaele fa la sua confessione: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!» Nel momento in cui incontriamo Gesù, la nostra vita comincia a cambiare.
Quarto, «Vedrai cose più grandi di queste». Richiamando il sogno di Giacobbe, Gesù rivela che Egli stesso è la scala tra cielo e terra. In Lui, cielo e terra si incontrano.
Natanaele, cioè Bartolomeo, dona la sua vita come martire per Gesù. La sua vita ci dice che tutti coloro che incontrano Gesù ricevono una trasformazione completa della vita. I momenti che egli trascorse con Gesù possono essere stati pochi, ma il cambiamento che ricevette fu grande.
Ogni volta che nel nostro cuore nasce il dubbio su Gesù, la voce «Vieni e vedi» continua a chiamarci.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa Yesni Prays

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