Lectio Quotidiana
Ven, 7 agosto 2026
XVIII Settimana del Tempo Ordinario
Na 2,1.3; 3,1-3.6-7; Mt 16,24-28
Mondo fuori e vita dentro
Nel Vangelo di oggi, Gesù dice: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Poi pone una domanda molto forte: «Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?»
Questa domanda mette davanti a noi due mondi: il mondo fuori di noi e la vita dentro di noi.
La parola greca usata qui per “vita” è psychē. Può significare vita, anima, sé, essere interiore o tutta la persona. Gesù non parla soltanto della vita fisica. Parla del nostro io più profondo davanti a Dio.
Il “mondo intero” è il kosmos: beni, potere, successo, nome, posizione, riconoscimento e tutto ciò che sta fuori di noi. La psychē è la vita interiore: coscienza, fede, libertà, integrità, desiderio, amore e relazione con Dio.
Gesù chiede: quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il kosmos, ma perderà la psychē?
Il filosofo stoico Epitteto inizia il suo insegnamento dicendo che alcune cose sono sotto il nostro controllo e alcune cose non sono sotto il nostro controllo. Il nostro giudizio, il desiderio, l’intenzione, la scelta e la risposta sono sotto il nostro controllo. I beni, la reputazione, lo stato sociale, il potere, ciò che gli altri pensano di noi e gli eventi esterni non sono pienamente sotto il nostro controllo.
Questo ci aiuta a capire le parole di Gesù. Il mondo fuori di noi può essere posseduto, ma non può essere veramente controllato. La vita dentro di noi può essere custodita, ma può anche essere facilmente perduta.
Molte volte spendiamo le nostre energie per ottenere ciò che sta fuori di noi. Vogliamo approvazione, successo, comodità, sicurezza e onore. Ma tutte queste cose possono cambiare. Possono sparire. Possono esserci tolte. Se costruiamo la nostra vita solo su di esse, diventiamo fragili.
Gesù ci chiama a custodire la psychē. Ci invita a proteggere la vita interiore che Dio ci ha donato.
Qui ci sono tre insegnamenti.
Primo, non ogni guadagno è un vero guadagno. Una persona può ottenere denaro, posizione, nome e comodità, ma perdere pace, onestà, fede e gioia. Il vero guadagno non è ciò che aumenta fuori di noi, ma ciò che mantiene viva la nostra interiorità.
Secondo, anche il mondo intero non basta. Gesù non dice “alcune cose” o “molte cose”. Dice “il mondo intero”. Anche se una persona potesse possedere tutto, questo non sarebbe mai uguale al valore di una sola anima umana. Il mondo può riempire le nostre mani, ma non può riempire il nostro cuore.
Terzo, la perdita più grande è perdere se stessi. Perdere la propria vita non significa soltanto morire. Significa perdere il proprio vero io, la propria coscienza, la propria libertà davanti a Dio e il proprio destino eterno.
Perciò, la sapienza consiste nel conoscere la differenza. La fede consiste nello scegliere l’anima invece del mondo. Il mondo fuori di noi passerà. La vita dentro di noi appartiene a Dio. Non perdiamo questa vita.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Un’iniziativa Yesni Prays

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