Lectio Quotidiana
Gio, 5 novembre 2026
XXXI Settimana del Tempo Ordinario
Fil 3,3-8; Lc 15,1-10
Perdersi ed essere ritrovati
I momenti in cui ci siamo sentiti smarriti, e quelli in cui abbiamo cercato qualcosa che avevamo perduto, possono averci portato frustrazione, stanchezza e tristezza. Eppure, anche il perdersi può diventare uno spazio di crescita.
Paolo descrive molto bene il proprio cammino: perde completamente se stesso e trova Cristo. È Paolo colui che si perde, ma ciò che trova è Cristo. Dopo aver trovato Cristo, Paolo diventa pronto a perdere tutto per Lui.
Non sono i “99” della nostra vita a definirci fino in fondo, ma quell’unica cosa che è andata perduta. Quell’“uno” è Cristo. Quell’unica realtà è lo scopo della nostra vita. Quando andiamo alla sua ricerca, perdiamo noi stessi. Quando la troviamo, ritroviamo noi stessi.
Riflessione sulla prima lettura (Fil 3,3-8)
(a) Un culto che va oltre i riti
Il vero culto è spirituale. Non si trova soltanto nei riti esteriori che celebriamo. La relazione intima che costruiamo con Cristo è il cuore del vero culto.
(b) Lasciare i vantaggi del mondo
La nostra nascita, il nostro ambiente, gli studi, il cammino fatto, la fama, il nome e i beni accumulati vengono tutti dall’esterno. Il valore che ci danno dura soltanto per un tempo limitato. Ma il valore che nasce dentro di noi rimane. Questo valore comincia dalla conoscenza di Cristo.
(c) Il valore superiore della conoscenza di Cristo
Paolo considera la conoscenza di Cristo come il bene più grande. Quando trova ciò che vale di più, è pronto a lasciare ciò che vale di meno. Quando arriva ciò che è superiore, ciò che è inferiore deve lasciare spazio.
Riflessione sul Vangelo (Lc 15,1-10)
(a) Dio cerca ciò che è perduto
Il cuore di Dio è un cuore che cerca ciò che è perduto. Ogni persona è preziosa agli occhi di Dio. Ognuno merita di essere cercato.
(b) La gioia della conversione e del ritorno
Quando la pecora perduta viene ritrovata, il pastore gioisce. Quando la moneta perduta viene ritrovata, la donna gioisce. Quando una persona perduta viene ritrovata, Dio gioisce. Il ritorno porta gioia non soltanto a Dio, ma anche a noi, ai nostri genitori e ai nostri amici.
(c) Condividere la misericordia di Dio
È bene cercare coloro che si sono smarriti. È bene guidare coloro che hanno perduto il senso della propria vita. Aiutare qualcuno a ritrovare la strada significa anche condividere la misericordia di Dio.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Un’iniziativa Yesni Prays

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