Lectio Quotidiana. Sat, 23 maggio 2026. Fissare lo sguardo

Lectio Quotidiana
Sat, 23 maggio 2026
Settima Settimana di Pasqua
At 28,16-20.30-31; Gv 21,20-25

Fissare lo sguardo

Nel Vangelo di oggi, Pietro si volta e vede il discepolo che Gesù amava. Allora chiede a Gesù: “Signore, che cosa sarà di lui?” Gesù risponde: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi.”

Questa è una correzione forte, ma piena di amore. Poco prima, Gesù aveva detto a Pietro: “Seguimi.” Pietro comincia a seguirlo. Ma subito i suoi occhi si allontanano da Gesù e si rivolgono a un altro discepolo. La sua prima distrazione non è il denaro, il piacere o la paura. La sua prima distrazione è la vita di un’altra persona.

Questo è spesso anche il nostro problema. Cominciamo bene. Ascoltiamo la voce di Gesù. Vogliamo seguirlo. Ma presto chiediamo: “E lui? E lei? Perché quella persona è benedetta? Perché quella persona è lodata? Perché quella persona è risparmiata? Perché il mio cammino è difficile e quello dell’altro è facile?” Così il confronto toglie lentamente la nostra pace.

Gesù non risponde alla curiosità di Pietro. Lo riporta alla sua chiamata personale: “A te che importa? Tu seguimi.” Queste parole ci insegnano a fissare lo sguardo. La vita di un’altra persona non è il nostro esame. Il cammino di un’altra persona non è la nostra vocazione. Dio dà a ciascuno di noi una domanda diversa. Se cominciamo a copiare gli altri, falliremo la nostra prova.

Molto del nostro tempo si perde nel cercare di piacere agli altri. Vogliamo che gli altri approvino le nostre parole, accettino le nostre azioni, lodino il nostro lavoro e pensino bene di noi. A volte il successo degli altri crea in noi invidia. A volte la loro libertà crea rabbia. A volte i loro doni ci fanno dimenticare i nostri doni. Quando guardiamo troppo gli altri, il nostro cuore diventa inquieto. Quando guardiamo Gesù, il nostro cuore diventa saldo.

La prima lettura ci mostra un altro tipo di attenzione. Paolo finalmente arriva a Roma. Ha attraversato viaggi, accuse, prigionia, pericoli e incertezze. Eppure la sua mente rimane chiara. Conosce la sua missione. Deve rendere testimonianza a Cristo. Anche come prigioniero, non perde il suo scopo. Accoglie le persone, annuncia il Regno di Dio e insegna riguardo al Signore Gesù Cristo con coraggio.

Paolo ci insegna che fissare lo sguardo non significa non avere difficoltà. Significa avere la forza di rimanere fedeli nelle difficoltà. Egli non aspetta condizioni perfette. Non dice: “Quando sarò libero, annuncerò il Vangelo.” Anche in catene, annuncia il Vangelo. Il suo corpo può essere limitato, ma la sua missione non è limitata.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla della fortezza come una delle quattro virtù cardinali. La fortezza dona fermezza nelle difficoltà e costanza nel cercare il bene. Ci aiuta a resistere alle tentazioni e a superare gli ostacoli nella vita morale. In parole semplici, la fortezza dona attenzione e direzione all’anima. Ci mantiene saldi quando la vita è dolorosa. Ci protegge dalle distrazioni quando il nostro cuore è debole.

Pietro aveva bisogno di questa attenzione. Paolo ha vissuto questa attenzione. Anche noi oggi ne abbiamo bisogno. Nella nostra vita quotidiana non dobbiamo chiederci: “Sono migliore degli altri?” ma: “Sono migliore di ieri?” Sto crescendo nella salute, nella pace, nella preghiera, nella generosità, nella disciplina e nella gioia? Sono più fedele oggi di ieri? Sono più amorevole oggi di ieri? Sono più vicino a Gesù oggi di ieri?

Ciascuno di noi è unico davanti a Dio. Ciascuno ha un cammino particolare. Alcuni sono chiamati a una missione pubblica. Alcuni a un servizio nascosto. Alcuni alla vita familiare. Alcuni alla vita sacerdotale o religiosa. Alcuni a testimoniare attraverso la sofferenza. Alcuni a guidare. Alcuni a sostenere. La cosa importante non è avere lo stesso cammino. La cosa importante è seguire lo stesso Signore.

Gesù oggi dice: “Tu seguimi.” Queste parole ci liberano dal confronto. Ci liberano dalla gelosia. Ci liberano dalla curiosità inutile. Riportano i nostri occhi su Cristo. Egli è il nostro centro. Egli è la nostra via. Egli è la nostra meta.

“Vigila con cura sul tuo cuore, perché da esso sgorga la vita.” (Proverbi 4,23)

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa di “Yesni Prays”

One response to “Lectio Quotidiana. Sat, 23 maggio 2026. Fissare lo sguardo”

  1. candelinejoseph9 Avatar
    candelinejoseph9

    Fr thanks for sharing excellent gospel reading 🙏🌟🌟🌟🌟🌟

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