Lectio Quotidiana. Mer, 20 maggio 2026. Consacrati nella Verità

Lectio Quotidiana
Mer, 20 maggio 2026
Settima Settimana di Pasqua
At 20,28-38. Gv 17,11-19

Consacrati nella Verità

Nel Vangelo di oggi, Gesù prega il Padre con parole molto profonde: “Consacrali nella verità. La tua parola è verità.” Queste parole vengono dalla preghiera finale di Gesù prima della sua passione. Gesù insegna ai suoi discepoli, prega per loro e infine li affida al Padre. Li consacra.

Che cosa significa essere consacrati?

Consacrare significa mettere da parte per Dio, dedicare, rendere santo, appartenere completamente a Dio. Nell’Eucaristia, il pane e il vino sono consacrati e diventano il Corpo e il Sangue di Cristo. Una chiesa viene consacrata per il culto divino. I religiosi e le religiose consacrano la loro vita a Dio attraverso i voti. A volte dedichiamo un libro a una persona cara. Una cosa consacrata non appartiene più a se stessa, ma a un altro.

Gesù dice oggi che i suoi discepoli sono consacrati a Dio. E non solo gli apostoli. Anche noi, attraverso il battesimo, apparteniamo a Dio. La nostra vita non è soltanto nostra. Noi siamo il popolo di Dio. Siamo scelti per la sua missione.

Ma Gesù aggiunge una frase importante: “Consacrali nella verità.” La consacrazione senza verità diventa una religione esterna. La verità senza consacrazione diventa solo conoscenza. Gesù unisce le due cose. Noi siamo consacrati attraverso la verità.

E qual è questa verità? Gesù risponde: “La tua parola è verità.”

La Parola di Dio non è solo la Bibbia, anche se la Sacra Scrittura ha un posto centrale. Dio parla anche attraverso la voce della coscienza, attraverso l’insegnamento della Chiesa, attraverso le persone sagge, attraverso la preghiera e anche attraverso il creato. Dio continua a parlare in mezzo a noi. Vivere nella verità significa ascoltare questa voce con sincerità e coraggio.

Il mondo di oggi spesso ci circonda di falsità: apparenze, esagerazioni, doppia vita, immagini artificiali e motivi nascosti. A volte le persone vogliono più sembrare buone che essere buone. Viviamo in una cultura dove l’illusione può diventare più importante dell’integrità. Ma Gesù ci ricorda che la vera libertà e la vera gioia vengono solo dalla verità.

Una persona che vive nella verità diventa libera. Una persona che vive nella menzogna diventa divisa dentro di sé.

Nella prima lettura, San Paolo fa il suo discorso di addio agli anziani di Efeso. Paolo parla con grande onestà e dignità: “Non ho desiderato né argento né oro né vestiti di nessuno.” La vita di Paolo era trasparente. La sua predicazione e la sua vita erano unite. Egli era consacrato nella verità.

Paolo ricorda anche le parole di Gesù: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere.” Chi dona è spiritualmente libero. Chi dona non è schiavo delle cose materiali. La consacrazione porta naturalmente al dono di sé.

Vediamo questo anche nella vita dei santi. Madre Teresa venne in India come insegnante. Ma poco a poco scoprì la verità più profonda della sua vocazione tra i poveri. Quando riconobbe questa verità, cambiò completamente la direzione della sua vita. Mosè scoprì la sua verità davanti al roveto ardente. Paolo scoprì la sua verità sulla strada di Damasco. La consacrazione comincia quando una persona scopre la verità della chiamata di Dio.

Il Concilio Vaticano II insegna molto bene, nel documento Perfectae Caritatis, che la consacrazione religiosa completa la consacrazione battesimale. Attraverso il dono di sé, l’abbandono e l’offerta della propria vita a Dio, ogni cristiano è chiamato ad appartenere più pienamente a Lui.

Infine, Gesù stesso è il perfetto esempio di consacrazione. Nel Vangelo dice: “Per loro io consacro me stesso.” Cristo offre completamente se stesso al Padre. Tutta la sua vita diventa un’offerta.

Anche lo spirito maligno riconobbe questa verità quando gridò nella sinagoga: “Io so chi tu sei: il Santo di Dio!” Gesù è il Consacrato del Padre. E ora consacra anche noi nella verità.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa di “Yesni Prays”

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