Lectio Quotidiana
Lun, 18 maggio 2026
Settima Settimana di Pasqua
At 19,1-8. Gv 16,29-33
Abbiate Coraggio
Nel Vangelo di oggi, Gesù ci dona una parola molto consolante: “Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo.” Queste parole fanno parte del discorso di addio di Gesù. Egli le dice prima della sua passione. Sa che i discepoli avranno paura. Sa che saranno dispersi. Sa che arriverà la sofferenza. Però Gesù non dice: “Non avrete problemi.” Dice invece: “Abbiate coraggio.”
Questo è molto importante. Gesù non promette una vita senza sofferenza. Promette il coraggio dentro la sofferenza. La vita cristiana non è fuga dal dolore, dalla paura, dalla malattia o dalla morte. È la grazia di restare saldi dentro queste realtà. Gesù non toglie sempre la tempesta, ma dona al cuore la forza di attraversarla.
Nel Vangelo di Giovanni, la parola “mondo” ha due significati. A volte indica il mondo creato e amato da Dio. Altre volte indica il mondo che si oppone a Dio: il peccato, la menzogna, le tenebre e la morte. Quando Gesù dice: “Nel mondo avete tribolazioni”, parla della nostra condizione umana. Quando invece dice: “Io ho vinto il mondo”, parla della sua vittoria sul male, sul peccato e sulla morte. Questa vittoria è la nostra speranza.
Per questo il coraggio cristiano è diverso dal semplice coraggio umano. Non è solo forza umana. Non significa fingere che il dolore non esista. Il coraggio cristiano nasce dalla fede nel Signore risorto. Se Gesù ha vinto il mondo, anche noi possiamo partecipare alla sua vittoria. Possiamo ancora soffrire, ma la sofferenza non avrà l’ultima parola. Possiamo cadere, ma non saremo vinti dalla disperazione.
Il Concilio Vaticano II ricorda che, senza l’aiuto di Dio, le persone possono essere schiacciate dalla sofferenza. Senza la speranza della vita eterna, le grandi domande sulla morte, sul dolore e sulla colpa possono portare alla disperazione. Questo accade anche oggi. Molte persone sono stanche, confuse, ferite e impaurite. Alcuni soffrono nel corpo. Altri soffrono nel cuore. Alcuni non sanno quale decisione prendere o quale strada seguire. A tutte queste persone Gesù dice oggi: “Abbiate coraggio.”
C’è una bella storia del pittore francese Auguste Renoir. Negli ultimi anni della sua vita soffriva molto per la malattia. Le sue mani tremavano dal dolore, ma lui continuava a dipingere. Un amico gli chiese: “Perché continui a dipingere con tutto questo dolore?” Renoir sorrise e rispose: “Il dolore passa, ma la bellezza rimane.” Questa è una verità molto cristiana. Il dolore è reale, ma non è eterno. La sofferenza può diventare il cammino verso la bellezza, la maturità e la santità.
San Paolo dice la stessa cosa nella Lettera ai Romani: “Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude” (Rm 5,3-5).
La prima lettura ci prepara alla Pentecoste. Paolo chiede ai credenti di Efeso: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?” Essi rispondono: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo.” Molte volte, nella nostra vita quotidiana di fede, dimentichiamo lo Spirito Santo. Cerchiamo oggi di ritrovare un legame vivo con Lui.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa di “Yesni Prays”

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