Lectio Quotidiana. Ven, 8 maggio 2026. Giuda e Sila

Lectio Quotidiana
Ven, 8 maggio 2026
Quinta Settimana di Pasqua
At 15,22–31. Gv 15,12–17

Giuda e Sila

La prima lettura di oggi ci presenta due figure semplici ma importanti della Chiesa primitiva: Giuda e Sila. Non sono apostoli come Pietro, né grandi missionari come Paolo. Eppure, in un momento delicato della vita della Chiesa, diventano strumenti di unità, chiarezza e incoraggiamento.

La Chiesa di Gerusalemme aveva appena risolto il problema della circoncisione. Dopo la preghiera e il discernimento, gli apostoli decisero di non imporre pesi inutili ai cristiani provenienti dal paganesimo. Ma fecero anche una scelta molto saggia. Non mandarono solo una lettera attraverso Paolo e Barnaba. Inviarono anche Giuda e Sila, membri stimati della Chiesa di Gerusalemme, perché il messaggio fosse credibile e ben compreso.

Questo mostra la trasparenza e la sapienza della Chiesa primitiva. Due testimoni vengono inviati perché una testimonianza condivisa dà fiducia. Giuda e Sila non vengono mandati per promuovere se stessi, ma per rappresentare fedelmente la Chiesa. Un messaggero deve essere fedele a chi lo manda. Questa è la prima lezione che ci insegnano: la fedeltà. Anche noi cristiani siamo messaggeri del Vangelo, della speranza e della verità. Siamo chiamati non a diffondere le nostre opinioni, ma a comunicare fedelmente Cristo.

In secondo luogo, Giuda e Sila non portano solo una lettera; spiegano anche il messaggio. La lettura dice che incoraggiavano i credenti con le loro parole. Spiegare è un dono. Molti sanno ripetere parole; pochi sanno rendere la verità chiara e viva. Oggi il mondo ha bisogno di cristiani che sappiano spiegare la fede con sapienza, pazienza e compassione.

Terzo, il contenuto della lettera è molto importante: “Non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.” La Chiesa primitiva aveva capito che la religione non deve diventare un peso fatto di regole inutili e pratiche esteriori. Il centro della fede è la comunione con Cristo. Anche oggi c’è il pericolo di conservare i riti e perdere lo spirito. La vera religione deve portare libertà, gioia e amore più profondo.

Il risultato del messaggio è molto bello: “La comunità si rallegrò per l’incoraggiamento ricevuto.” Questo è il segno di un vero ministero cristiano. Le nostre parole devono rafforzare, non scoraggiare; guarire, non ferire; unire, non dividere. Giuda e Sila diventano portatori di incoraggiamento.

Il Vangelo completa questo messaggio. Gesù dice: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi.” Giuda e Sila vivono questo comandamento attraverso il loro servizio umile alla comunità. Conservano l’unità, rafforzano la fede e portano pace. L’amore cristiano non è solo sentimento; è responsabilità fedele.

Oggi Giuda e Sila ci invitano a diventare persone di fedeltà, sapienza e incoraggiamento. In un mondo pieno di confusione e negatività, la nostra presenza porti chiarezza, pace e gioia agli altri.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Un’iniziativa “Yesni Prays”

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