Lectio Quotidiana
Gio, 23 aprile 2026
Terza settimana di Pasqua
At 8,26–40. Gv 6,44–51
Guidati dallo Spirito Santo
Oggi la Parola di Dio ci introduce con delicatezza in una realtà profonda e viva: essere guidati dallo Spirito Santo. Gli Atti degli Apostoli presentano una scena semplice ma forte: a Filippo viene detto: «Àlzati e va’ verso il sud». Non è un piano dettagliato. È una direzione. E Filippo obbedisce.
La strada menzionata—«da Gerusalemme a Gaza»—può suscitare ancora oggi un certo disagio. È un cammino che ha conosciuto conflitti, divisioni e sofferenze. Violenza, perdita e incertezza segnano spesso queste vie. Eppure, proprio su questa strada Dio inizia un’opera di grazia. Questo ci ricorda una verità silenziosa: lo Spirito Santo non aspetta luoghi perfetti. Entra in strade ferite, in storie difficili e nelle lotte umane—e le trasforma in vie di salvezza.
Riconoscere il cammino
Nella prima lettura, Filippo non sceglie la sua missione; la riceve. È guidato dall’«angelo del Signore» e dallo Spirito Santo. Ma come riconosce questa guida? Non c’è una voce forte, né un segno straordinario descritto. Nasce piuttosto da una vita già in sintonia con Dio.
Chi vive in comunione con lo Spirito impara a riconoscere i suoi movimenti. Il discernimento diventa naturale. Ciò che per altri è incerto, dentro diventa chiaro. Filippo conosce la strada perché cammina con Dio.
Questo ci invita a chiederci: come prendiamo le nostre decisioni? Spesso ci affidiamo solo alla logica, alla comodità o alle preferenze personali. Ma la vita cristiana non è guidata da noi stessi—è guidata dallo Spirito. Quando restiamo vicini a Dio nella preghiera, nella Parola e nel silenzio, lo Spirito ci mostra con dolcezza la via.
Occasione per l’annuncio
Su quella strada, Filippo incontra un funzionario etiope, un uomo importante, ma con un cuore in ricerca. Sta leggendo la Scrittura, ma non la comprende. Filippo corre accanto al carro e pone una domanda semplice: «Capisci quello che stai leggendo?»
È un’immagine forte. In mezzo al rumore, al movimento e alla distrazione, si apre un momento di grazia. Filippo non aspetta un contesto perfetto. Trasforma un viaggio ordinario in un momento di annuncio.
Questo ci insegna qualcosa di essenziale. Ogni situazione può diventare un luogo di incontro. La nostra vita quotidiana—i viaggi, le conversazioni, i doveri—può diventare spazio in cui il Vangelo viene condiviso. Spesso pensiamo che l’evangelizzazione richieda condizioni speciali. Ma lo Spirito agisce nell’ordinario, nell’imprevisto, nell’istante che passa.
Anche la domanda di Filippo è importante. Non impone; invita. Ascolta. Accompagna. Il vero annuncio non inizia parlando, ma camminando accanto.
Conversione immediata
Ciò che segue è ancora più sorprendente. Mentre Filippo spiega la Scrittura, il cuore dell’etiope si apre. In poco tempo, la comprensione porta alla fede, e la fede porta alla decisione. Quando incontrano dell’acqua, egli dice: «Ecco, qui c’è dell’acqua! Che cosa impedisce che io sia battezzato?»
Questa immediatezza ci sorprende. Spesso rimandiamo, esitiamo, rinviamo. Ma quando lo Spirito tocca il cuore, arriva la chiarezza. La conversione non è forzata; è risvegliata.
Il battesimo diventa il segno di questa trasformazione. Non è solo un rito—è un passaggio, un nuovo inizio, una risposta visibile a una grazia interiore.
E poi, all’improvviso, lo Spirito porta via Filippo. La missione è compiuta, ed egli è inviato altrove. Anche questo è importante. Lo Spirito non ci permette di fermarci nella comodità o nella routine.
Ci spinge avanti. La gioia di una missione non è un punto di arrivo, ma una forza per la successiva.
In tutto questo evento, il vero protagonista è lo Spirito Santo. Filippo agisce, l’etiope risponde—ma è lo Spirito che guida, apre e trasforma.
E nella nostra vita quotidiana, quanto spesso pensiamo allo Spirito Santo? Gesù ha promesso: «Vi darò un Consolatore che rimanga con voi». Lo Spirito non è lontano. È presente in ogni momento—guida, ispira, rafforza. Quando diventiamo consapevoli della sua presenza, iniziamo a vivere in modo diverso. Non siamo più guidati dall’impulso o dalla paura, ma dalla grazia.
Il Vangelo di oggi approfondisce questo. Gesù dice: «Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre». Anche la fede è un dono. Non arriviamo a Dio solo con le nostre forze; siamo attirati, chiamati, guidati con dolcezza.
E Gesù si rivela come «il pane della vita». Chi è guidato dallo Spirito è anche nutrito da Cristo. Il cammino e il nutrimento vanno insieme. Lo Spirito ci conduce a Cristo, e Cristo ci sostiene nel cammino.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Un’iniziativa “Yesni Prays”

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