Lectio Quotidiana
Sab, 6 giugno 2026
IX Settimana del Tempo Ordinario
2 Tm 4,1-8; Mc 12,38-44
Perdere per guadagnare
Nel Vangelo di oggi incontriamo tre gruppi di persone: gli scribi, i ricchi che fanno offerte e una povera vedova. A prima vista sembrano molto diversi. Eppure Gesù li usa per insegnarci una grande verità: nel Regno di Dio spesso si guadagna proprio perdendo.
Gli scribi erano persone rispettate. Conoscevano la Legge, insegnavano al popolo e godevano di prestigio. Indossavano lunghe vesti, occupavano i primi posti e ricevevano onori pubblici. Sembravano persone di successo. Ma Gesù mette in luce una contraddizione dolorosa. Apparivano santi, ma usavano la loro autorità per il proprio interesse. Egli li accusa di «divorare le case delle vedove» mentre recitano lunghe preghiere. Guadagnavano prestigio e ricchezza, ma perdevano qualcosa di molto più importante: la sincerità davanti a Dio.
Poi l’attenzione si sposta sul tesoro del Tempio. I ricchi vi gettano grandi somme di denaro. Le loro offerte sono notevoli. Ma Gesù guarda altrove. Nota una povera vedova che mette nella cassetta delle offerte due piccole monete di rame. Agli occhi del mondo è una somma insignificante. Eppure Gesù afferma che ha dato più di tutti gli altri.
Perché? Perché gli altri hanno dato del loro superfluo, mentre lei ha dato della sua povertà. Gli altri hanno offerto ciò che avanzava. Lei ha offerto tutto ciò che possedeva.
La vedova diventa così un esempio vivente di fiducia. Gli altri conservavano ancora risorse sufficienti per provvedere a se stessi. Ringraziavano Dio per la sua provvidenza, ma contavano anche sulle proprie sicurezze. La vedova invece non trattiene nulla. Consegnando tutto nelle mani di Dio, consegna a Dio anche se stessa.
Non sappiamo cosa ci fosse nel suo cuore. Forse una fede profonda. Forse un grido disperato rivolto a Dio. Il Vangelo non lo dice. Ma una cosa è certa: non ha trattenuto nulla per sé. Avendo perso tutto, ha affidato tutto a Dio.
Ecco il paradosso del Vangelo. Colei che sembra perdere tutto è quella che guadagna di più. Perde le sue ultime monete, ma riceve la lode di Cristo. Perde la sua sicurezza, ma acquista una totale dipendenza da Dio. Perde ciò che è visibile e temporaneo, e guadagna ciò che è invisibile ed eterno.
La prima lettura ci presenta un altro esempio: san Paolo. Scrivendo le sue ultime raccomandazioni a Timoteo, afferma: «Io sto già per essere versato in offerta». La sua vita sta giungendo al termine. Dal punto di vista umano sembra aver perso tutto. Ha conosciuto persecuzioni, sofferenze, prigionia e rifiuto.
Eppure Paolo non parla come uno sconfitto. Parla come un vincitore: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede». Ha donato tutta la sua vita a Cristo e al Vangelo. E proprio perché ha perso se stesso per Cristo, è certo che lo attende «la corona della giustizia».
La povera vedova e san Paolo testimoniano la stessa verità: chi osa perdere per Dio è colui che realmente guadagna. Il mondo insegna ad accumulare, conservare e proteggere. Il Vangelo insegna a fidarsi, consegnarsi, donare e offrirsi.
Questo non significa che Dio chieda a tutti di dare via ogni cosa. Significa piuttosto che dobbiamo chiederci a cosa siamo così attaccati da non riuscire ad affidarlo a Dio. Per alcuni può essere il denaro. Per altri la reputazione, il successo, il controllo, il comfort, l’orgoglio o la paura. Tutto ciò che non vogliamo mettere nelle mani di Dio può diventare un ostacolo alla libertà.
La vedova ci insegna la fiducia radicale. Paolo ci insegna il dono totale di sé. Entrambi ci mostrano che il discepolato non si misura da ciò che possediamo, ma da ciò che siamo disposti a consegnare a Dio.
Al centro della fede cristiana c’è la Croce. Gesù ha salvato il mondo perdendo la sua vita. Ha vinto attraverso la sua offerta. È stato esaltato perché si è svuotato di sé. Le due monete della vedova e la vita donata di Paolo ci conducono verso il più grande dono di tutti: quello di Cristo.
Oggi il Signore ci pone una domanda semplice ma esigente: che cosa ho paura di perdere? Che cosa non sono disposto a mettere nelle mani di Dio? La risposta rivela dove si trova la nostra fiducia più profonda.
Il Vangelo ci assicura che ciò che viene affidato a Dio non è mai veramente perduto. Nelle mani di Dio la perdita diventa guadagno, il sacrificio diventa benedizione, la resa diventa libertà e il dono di sé diventa vita eterna. Chi osa perdere per Cristo, alla fine guadagna tutto ciò che conta davvero.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Un’iniziativa Yesni Prays

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