Lectio Quotidiana. Lun, 11 maggio 2026. Il Consolatore

Lectio Quotidiana
Lun, 11 maggio 2026
Sesta Settimana di Pasqua
At 16,11-15. Gv 15,26-16,4

Il Consolatore

Le letture di oggi ci invitano a riflettere su un titolo molto bello dato allo Spirito Santo: il Consolatore. Gesù dice nel Vangelo: “Quando verrà il Consolatore, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità…”. Prima dell’Ascensione e della Pentecoste, Gesù prepara il cuore dei discepoli. Sa che arriveranno paura, confusione, rifiuto e persecuzione. Per questo promette di non lasciarli soli. Promette un Consolatore.

La parola greca usata qui è Paraklētos. Significa uno che sta accanto, che difende, consola, incoraggia e dà forza. È una parola usata anche nei tribunali. Una persona ha bisogno di qualcuno che parli per lei e la difenda. Gesù dice ai discepoli che lo Spirito Santo sarà questa presenza per loro. Lo Spirito non li abbandonerà nei momenti di paura o debolezza.

Spesso pensiamo che l’aiuto significhi eliminare i problemi. Ma lo Spirito Santo non toglie sempre la difficoltà. Piuttosto, dona forza dentro la difficoltà. Il Consolatore non dice: “Non ti succederà niente.” Dice invece: “Qualunque cosa accada, affrontala con fede.” Il coraggio cristiano non è assenza di paura. È la presenza dello Spirito dentro la paura.

Nella prima lettura vediamo questa azione silenziosa dello Spirito. Paolo e i suoi compagni arrivano a Filippi e vanno vicino al fiume. In un luogo semplice parlano di Dio. Non in un grande tempio o in un palazzo, ma vicino all’acqua, sotto il cielo aperto. La Parola di Dio raggiunge ogni luogo. Anche la riva del fiume diventa luogo di grazia.

Tra quelli che ascoltano c’è Lidia. Luca dice che era una venditrice di porpora e una donna che pregava Dio. Poi leggiamo una frase molto bella: “Il Signore le aprì il cuore.” Questo è il lavoro dello Spirito Santo. Lo Spirito apre i cuori. L’evangelizzazione non è solo parlare bene. È toccare il cuore delle persone. Paolo parla all’esterno, ma lo Spirito lavora dentro.

Anche Lidia diventa una persona che aiuta. Dopo il battesimo, accoglie Paolo e i suoi compagni nella sua casa. Il cuore aperto apre anche la casa. Così lavora lo Spirito. Chi riceve aiuto diventa aiuto per gli altri. La Chiesa cresce quando le persone si sostengono e si accompagnano.

Il Vangelo ci ricorda anche che i discepoli avranno opposizione. Gesù dice: “Vi cacceranno dalle sinagoghe.” Seguire Cristo non è sempre facile. A volte i credenti si sentono soli, rifiutati o non compresi. Ma Gesù non lascia i suoi discepoli senza difesa. Il Consolatore rimane vicino.

A volte lo Spirito Santo arriva non con rumore, ma nel silenzio: come luce interiore, forza interiore e pace interiore. A volte il Consolatore è il coraggio di perdonare, la forza di continuare, la saggezza di tacere o la speranza di ricominciare. A volte il Consolatore arriva attraverso un’altra persona: un amico che ascolta, un genitore che incoraggia, un sacerdote che accompagna, una comunità che ci sta vicino.

Mentre ci prepariamo all’Ascensione e alla Pentecoste, la Chiesa ci invita ad aprire il cuore allo Spirito Santo. Gesù risorto non abbandona il suo popolo. Ci dona il Consolatore — lo Spirito che cammina con noi, parla dentro di noi, ci dà forza e ci guida avanti.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa di “Yesni Prays”

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