Lectio Quotidiana. Dom, 10 maggio 2026. Risurrezione della Mente

Lectio Quotidiana
Dom, 10 Maggio 2026
Sesta Domenica di Pasqua
At 8,5-8.14-17; 1 Pt 3,15-18; Gv 14,15-21

Risurrezione della Mente

Oggi la Parola di Dio ci invita a riflettere su una risurrezione più profonda: non solo la risurrezione del corpo che professiamo nel Credo, ma anche la risurrezione del cuore e della mente, il risveglio interiore dell’anima.

Nella nostra fede proclamiamo che Gesù “fu crocifisso, morì e risuscitò il terzo giorno”, e diciamo anche: “Credo la risurrezione della carne”. Queste parole parlano della risurrezione del corpo. Ma le letture di oggi ci ricordano che, prima della risurrezione del corpo, deve avvenire la risurrezione del cuore.

Nella prima lettura degli Atti degli Apostoli troviamo quello che viene chiamato il “Pentecoste della Samaria”. Filippo va in Samaria, annuncia Cristo, compie segni, e molti credono. Ricevono il battesimo. Però manca ancora qualcosa: lo Spirito Santo non è ancora sceso su di loro. Solo quando Pietro e Giovanni arrivano e impongono le mani, ricevono lo Spirito.

Perché questo ritardo? Forse mostra la crescita della Chiesa primitiva. Forse indica la differenza tra Battesimo e Confermazione. Ma forse rivela anche le divisioni nascoste della comunità. Giudei e Samaritani avevano una lunga storia di ostilità.

Eppure qui accade qualcosa di bello. Pietro e Giovanni vivono una risurrezione interiore. Comprendono che lo Spirito Santo non appartiene a un solo popolo. Lo Spirito è per tutti. Il loro cuore si apre. La loro mentalità cambia. Anche la Chiesa primitiva vive una conversione.

Questa è la prima dimensione della risurrezione interiore: superare pregiudizi, divisioni e chiusure. Quando il cuore passa dall’esclusione all’accoglienza, ritorna alla vita.

La seconda lettura della Prima Lettera di Pietro ci porta ancora più in profondità: “Adorate il Signore Cristo nei vostri cuori.” È una frase molto forte. Per gli ebrei, solo Dio è santo e Signore. Ora Pietro invita i credenti a mettere Gesù al centro del cuore.

Non è solo un cambiamento di idee, ma una trasformazione interiore. Accogliere Gesù come Signore significa lasciare che Lui occupi il posto più profondo dentro di noi. Significa lasciare altri “signori”: paure, attaccamenti, falsi idoli e false sicurezze.

E Pietro aggiunge una cosa importante: la fede interiore deve vedersi nella vita concreta. “Siate sempre pronti a rispondere… ma con dolcezza e rispetto.” La risurrezione del cuore si vede nel nostro modo di vivere.

Questa è la seconda dimensione della risurrezione interiore: mettere Cristo dentro di noi e rifletterlo fuori di noi. Quando Cristo vive nel cuore, cambiano le parole, gli atteggiamenti e le scelte.

Infine, il Vangelo arriva al centro del messaggio. Gesù dice: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.” Poi promette lo Spirito Santo, il Consolatore. E rassicura i discepoli: “Non vi lascerò orfani.”

Qui la risurrezione interiore viene descritta con una sola parola: amore.

Per Gesù, l’amore non è solo un sentimento. È un modo di vivere. È il legame tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. È il legame tra Gesù e i suoi discepoli. Amare significa vivere. Rifiutare l’amore significa restare interiormente morti.

Quando amiamo davvero, viviamo una risurrezione dentro di noi. Passiamo dall’egoismo al dono di sé, dall’isolamento alla comunione, dalla paura alla fiducia.

Le letture di oggi ci presentano così tre movimenti della risurrezione interiore.

Nella prima lettura: superare divisioni e pregiudizi — un cuore che si apre. Nella seconda lettura: riconoscere Cristo come Signore e vivere secondo Lui — una mente e una vita trasformate. Nel Vangelo: amare come Gesù ama — il risveglio dell’anima.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa “Yesni Prays”

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