Lectio Quotidiana. Ven, 15 maggio 2026. Dal dolore alla gioia

Lectio Quotidiana
Ven, 15 maggio 2026
Sesta settimana di Pasqua
At 18,9-18. Gv 16,20-23

Dal dolore alla gioia

La Parola di Dio di oggi ci invita a riflettere su un cammino profondo della vita cristiana: dal dolore alla gioia. Gesù non nega la realtà della sofferenza. Dice chiaramente: “Voi piangerete e sarete nella tristezza.” I discepoli proveranno dolore quando Gesù sarà tolto da loro. La sua assenza ferirà il loro cuore. Ma Gesù dona anche una promessa: “La vostra tristezza si cambierà in gioia.”

Per spiegare questo, Gesù usa l’immagine di una madre che partorisce. Una madre soffre nel momento del parto. Il dolore è vero. È forte. Ma quando nasce il bambino, il suo dolore si cambia in gioia, perché una nuova vita è venuta nel mondo. Quel dolore non è senza senso. Diventa la via attraverso la quale nasce la vita. Così anche il dolore dei discepoli non sarà la fine. La croce porterà alla risurrezione. La separazione porterà a una presenza più profonda. Le lacrime porteranno alla gioia.

Questa immagine ci insegna tre verità semplici. Prima: il dolore non è per sempre. Può essere pesante, ma non dura per sempre. Seconda: nei momenti di dolore, dobbiamo ricordare la gioia che Dio prepara per noi. La fede ci aiuta a vedere non solo la ferita, ma anche la vita che può nascere attraverso la ferita. Terza: la nostra risposta alla sofferenza dipende dal modo in cui la guardiamo. Se vediamo la sofferenza solo come perdita, cadiamo nella tristezza. Se la guardiamo con fede, può diventare una porta di grazia.

Poi Gesù dona due belle promesse. La prima è questa: “Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.” La gioia di Cristo risorto non è fragile. Non dipende solo dal successo, dalla comodità o dall’approvazione degli altri. È fondata sulla presenza di Gesù. Il mondo può toglierci la pace, la sicurezza, la salute, l’amicizia o l’onore. Ma non può toglierci la gioia che nasce dalla comunione con il Signore risorto.

La seconda promessa è questa: “In quel giorno non mi domanderete più nulla.” Questo non significa che la preghiera finirà. Significa che il cuore diventerà libero. Quando una persona dice: “Non mi manca nulla,” parla con libertà interiore. La vera gioia, la pace del cuore e la libertà interiore camminano insieme. Quando Gesù è veramente presente in noi, non siamo più agitati per tante cose. La sua presenza ci basta.

Nella prima lettura, anche Paolo passa attraverso paura e difficoltà. Si trova a Corinto, davanti all’opposizione e all’incertezza. Ma il Signore gli appare in visione e gli dice: “Non aver paura. Continua a parlare e non tacere, perché io sono con te.” Dio non toglie ogni lotta dalla vita di Paolo. Ma lo rende forte dentro la lotta. Il Signore sta vicino al cuore che soffre e dona coraggio.

Questo è il messaggio per noi oggi. La gioia cristiana non è assenza di dolore. È la presenza di Cristo nel dolore. La tristezza diventa gioia quando sappiamo che Gesù è con noi. Il dolore diventa fecondo quando lo mettiamo nelle sue mani. La paura diventa coraggio quando ascoltiamo la sua voce: “Non aver paura, perché io sono con te.”

Chiediamo oggi questa grazia: guardare le nostre sofferenze con fede, aspettare con pazienza la gioia che Dio prepara per noi, e rimanere vicini a Gesù. Allora nessuno potrà togliere la nostra gioia.

Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai

Iniziativa di Yesni Prays

Leave a comment