Lectio Quotidiana
Gio, 14 maggio 2026
San Mattia, festa
At 1,15-17.20-26; Gv 15,9-17
Aggiunto agli apostoli
Oggi la Chiesa celebra la festa di san Mattia. La prima lettura ci dice che, dopo la morte di Giuda, gli apostoli sentono il bisogno di occupare il suo posto. Vengono presentati due uomini: Giuseppe, detto Barsabba, e Mattia. Dopo la preghiera, tirano a sorte, e la sorte cade su Mattia. Allora la Scrittura dice: “Fu associato agli undici apostoli”.
Questa semplice frase ci dà il cuore della festa di oggi: Mattia è stato aggiunto agli apostoli. Egli non era famoso nei Vangeli. Non appare come Pietro, Giovanni o Giacomo. Era un discepolo silenzioso. Però aveva seguito Gesù fin dall’inizio, dal battesimo di Giovanni fino all’Ascensione. Aveva camminato con Gesù, aveva ascoltato le sue parole, aveva visto le sue opere e aveva testimoniato la sua risurrezione. Nel silenzio era rimasto fedele. E, nel tempo di Dio, è stato scelto.
Il nome Mattia significa “dono di Dio” o “dato da Dio”. È un significato molto bello. Gli apostoli non scelgono semplicemente un uomo secondo il loro gusto umano. Pregano e dicono: “Tu, Signore, conosci il cuore di tutti”. Poi lasciano che Dio manifesti la sua volontà. Mattia non è solo scelto dalla comunità; è donato da Dio alla Chiesa.
Nell’Antico Testamento, il numero dodici era molto importante. Israele aveva dodici tribù, nate dai figli di Giacobbe. Anche Gesù sceglie dodici apostoli, mostrando che Egli sta formando il nuovo popolo di Dio. Dopo che Giuda ha lasciato vuoto il suo posto, gli apostoli vogliono conservare questo numero sacro. Vogliono rimanere fedeli alla forma che Gesù stesso aveva dato. Così Mattia viene scelto per completare i Dodici.
Ma la festa di Mattia non parla solo di un posto vuoto da riempire. Parla del modo in cui Dio chiama persone nascoste e fedeli. Mattia ci insegna che nulla va perduto nella vita di un discepolo. Il servizio silenzioso è visto da Dio. La fedeltà nascosta è ricordata da Dio. Anni di cammino con Gesù, anche senza riconoscimento, preparano una persona alla missione.
Nel Vangelo Gesù dice: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Queste parole spiegano la vita di Mattia. Egli non si mette in mostra. Non cerca potere o posizione. È disponibile. È pronto. È presente. E quando il Signore lo chiama, accetta la missione. La vera vocazione non è promuovere se stessi. È essere umilmente disponibili davanti a Dio.
Gesù dice anche: “Non vi chiamo più servi, ma amici”. Questo è ciò che accade a Mattia. Era un discepolo; ora viene aggiunto agli apostoli. Aveva seguito Gesù; ora viene mandato nel nome di Gesù. Aveva ascoltato la Parola; ora deve diventare testimone della Risurrezione. Il servo viene elevato all’amicizia. Il discepolo viene elevato alla missione.
Questa è anche la nostra storia. Ognuno di noi è chiamato a essere “aggiunto” alla missione di Gesù. Non siamo apostoli come i Dodici, ma con il battesimo siamo aggiunti alla Chiesa. Con la cresima siamo rafforzati per la testimonianza. Con l’Eucaristia siamo uniti a Cristo. Con la fedeltà quotidiana diventiamo strumenti del suo amore.
A volte possiamo sentirci persone ordinarie, non viste, poco importanti. Mattia ci dice che Dio vede il cuore silenzioso. La Chiesa non ha bisogno solo di grandi predicatori e di guide famose. Ha bisogno anche di persone fedeli che rimangono, pregano, servono e testimoniano. Il Regno di Dio cresce attraverso la fedeltà nascosta.
Il sorteggio può sembrare una cosa casuale. Ma per gli apostoli non era semplice fortuna. Era fiducia orante nella volontà di Dio. Mattia ci insegna che la grazia può cadere su di noi, ma anche noi dobbiamo prepararci alla grazia. La sorte cade su Mattia, ma Mattia si era già preparato rimanendo con Gesù. La chiamata di Dio è dono; la nostra disponibilità è risposta.
Oggi san Mattia ci invita a domandarci: sono disponibile per la missione di Dio? Sono fedele anche quando nessuno mi vede? Sono pronto a passare dall’ascolto alla testimonianza? Sono disposto a essere aggiunto all’opera degli apostoli nella mia famiglia, nella mia parrocchia, nella mia comunità e nella società?
Gesù ci dà questo comando: “Rimanete nel mio amore”. Questo è il segreto di ogni missione. Mattia ha potuto diventare apostolo perché era rimasto con Gesù. Anche noi possiamo portare frutto solo se rimaniamo nel suo amore. La missione senza amore diventa solo lavoro. Il servizio senza amore diventa peso. Ma quando rimaniamo in Cristo, la nostra vita diventa feconda.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa di “Yesni Prays”

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