Lectio Quotidiana
Il Vangelo incontra la vita
Mer, 21 ottobre 2026
XXIX Settimana del Tempo Ordinario
Ef 3,1-12, Lc 12,39-48
L’amministratore fedele
Nella vita assumiamo molte responsabilità. In famiglia, nel lavoro, nella Chiesa e nella società ci vengono affidati diversi compiti. A volte, però, cominciamo a confondere la responsabilità con l’autorità e l’autorità con la proprietà. Ci comportiamo come se tutto ciò che ci è stato affidato ci appartenesse. Questo è uno dei problemi più seri della vita umana.
Nel Vangelo di oggi, Gesù domanda: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente?». E risponde che è colui che il padrone, al suo ritorno, trova intento a svolgere fedelmente il proprio compito.
Il compito dell’amministratore è distribuire il cibo agli altri servi al momento opportuno. Gli è stata affidata un’autorità. Ma questa autorità non serve a dominare gli altri, bensì a rispondere ai loro bisogni.
Leggendo questo Vangelo, mi viene in mente Giuseppe dell’Antico Testamento. Venduto come schiavo in Egitto, Giuseppe diventa amministratore della casa di Potifar (cf. Gen 39). Quando la moglie di Potifar cerca di sedurlo, Giuseppe si domanda come potrebbe commettere un simile peccato contro Dio. Poi fugge da quella situazione.
Giuseppe ci insegna due lezioni importanti. La prima è conoscere i propri limiti. La seconda è avere il coraggio di allontanarsi quando quei limiti rischiano di essere violati.
Un amministratore può avere la chiave di una casa, ma questo non significa che ne sia il proprietario. Allo stesso modo, le responsabilità che ci vengono affidate non ci conferiscono un’autorità illimitata. Al contrario, ci rendono maggiormente responsabili.
Gesù presenta due tipi di amministratori. Il primo continua a svolgere fedelmente il proprio compito anche quando il padrone è assente. Il secondo pensa che il padrone tarderà a tornare e comincia a maltrattare gli altri servi, vivendo secondo i propri desideri egoistici.
Entrambi hanno ricevuto una responsabilità. Ma uno la considera un servizio, mentre l’altro la trasforma in dominio.
Alla fine, Gesù afferma che a chi è stato dato molto sarà chiesto molto.
Se abbiamo ricevuto maggiori talenti, opportunità, conoscenze, ricchezze o autorità, questo non significa che siamo superiori agli altri. Significa che da noi si attendono maggiore onestà, amore e senso di responsabilità.
Ciò che conta è come utilizziamo quello che Dio ci ha affidato. Gli altri crescono grazie alla nostra autorità? I loro bisogni trovano risposta grazie al nostro servizio responsabile?
La responsabilità non è un’occasione per dominare gli altri, ma una chiamata ad aiutarli a crescere e a vivere meglio.
L’invito di oggi: Individuiamo una responsabilità che ci è stata affidata e svolgiamola oggi con maggiore onestà e amore.
Una domanda per oggi: Uso ciò che mi è stato affidato per dominare gli altri oppure per servirli?
Preghiera: Signore, aiutami a riconoscere le responsabilità che mi hai affidato. Insegnami a esercitare l’autorità con umiltà, a compiere i miei doveri con integrità e a trattare gli altri con amore. Amen.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa Yesni Prays

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