Lectio Quotidiana
Il Vangelo incontra la vita
Mar, 20 ottobre 2026
XXIX Settimana del Tempo Ordinario
Ef 2,12-22. Lc 12,35-38
Il servo vigilante
Oggi i nostri occhi rimangono aperti per molte ore. Trascorriamo gran parte del nostro tempo davanti agli smartphone e agli schermi digitali. Ma il nostro cuore è sveglio? Siamo attenti a ciò che accade intorno a noi, ai bisogni delle persone che vivono con noi e alla presenza di Dio? Tenere gli occhi aperti non significa necessariamente essere vigilanti. Anche il nostro cuore deve rimanere sveglio.
Nel Vangelo di oggi, Gesù presenta l’esempio dei servi vigilanti. Essi aspettano il ritorno del loro padrone da una festa di nozze. Devono essere pronti ad aprirgli la porta appena arriva. Attraverso questa immagine, Gesù sottolinea l’importanza della vigilanza nella vita cristiana.
L’atteggiamento del servo comprende due qualità fondamentali: responsabilità e distacco. Pensiamo a un servo al quale viene affidata la chiave di una casa. Il fatto di possedere la chiave non lo rende proprietario della casa. Allo stesso tempo, egli ha la responsabilità di custodirla. Anche la nostra vita è così. Le relazioni, le responsabilità, i talenti e le opportunità ci sono stati affidati. Siamo chiamati a custodirli e ad amministrarli con responsabilità, senza considerarci proprietari assoluti.
Gesù presenta tre segni della vigilanza.
Il primo è «avere i fianchi cinti». È il segno della prontezza. Una persona vigilante è sempre pronta ad agire quando viene chiamata. Essere pronti significa compiere oggi il bene che non dobbiamo rimandare a domani.
Il secondo è «tenere accese le lampade». La lampada allontana le tenebre e dona luce. La fede, la speranza e la gioia devono continuare a risplendere dentro di noi. La luce del nostro cuore deve diventare sorriso sul nostro volto e amore nelle nostre azioni.
Il terzo è «aspettare per aprire la porta». Anche mentre svolgono i loro compiti, i servi rimangono attenti al ritorno del padrone. L’attesa non è inattività. È la capacità di riconoscere le persone che entrano nella nostra vita e Dio che ci viene incontro attraverso di loro.
Ma la sorpresa più grande del Vangelo di oggi arriva alla fine. Quando il padrone trova i suoi servi svegli, li fa mettere a tavola e si mette lui stesso a servirli!
I servi rimangono svegli per servire il padrone. Ma il padrone viene a servire loro!
Qui il padrone rimanda a Gesù stesso. Gesù si rivela come il Signore che serve i suoi discepoli (cf. Lc 22,27). Ciò che egli offre in risposta alla nostra vigilanza non è soltanto una ricompensa, ma la grazia di condividere con noi il suo amore e la sua presenza.
Oggi la mancanza di attenzione provoca molti problemi nella nostra vita. Mentre i nostri occhi rimangono fissi sugli schermi, spesso non ci accorgiamo delle persone che ci stanno accanto. Le loro voci arrivano alle nostre orecchie, ma i loro sentimenti non raggiungono il nostro cuore.
Quando il cuore si addormenta, anche gli occhi aperti non riescono a vedere ciò che conta veramente!
L’invito di oggi: Allontaniamoci per un po’ dagli schermi e prestiamo attenzione alle persone che ci circondano e ai loro bisogni. Svolgiamo le nostre responsabilità con consapevolezza e amore.
Una domanda per oggi: I miei occhi sono svegli. Ma il mio cuore è sveglio?
Preghiera: Signore Gesù, mantieni accesa la lampada del mio cuore. Insegnami a riconoscere la tua presenza e i bisogni degli altri, e a vivere con vigilanza e amore. Amen.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Iniziativa Yesni Prays

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