Lectio Quotidiana. Dom, 1 febbraio ’26. Beati voi!

Lectio Quotidiana

Dom, 1 febbraio 2026

IV Domenica del Tempo Ordinario

Soph 2,3; 3,12-13. 1 Cor 1,26-31. Mt 5,1-12

Beati voi!

Tutti desideriamo essere felici. Spesso, consapevolmente o no, abbiamo una nostra lista di persone che riteniamo “beate” o “felici”: persone istruite, ricche, con grandi case, posizioni di potere, influenza politica o fama sui social media. Il mondo ci dice che queste cose portano felicità, libertà e dignità.

Ma queste fonti di felicità hanno dei limiti chiari. Primo: dipendono dalla nostra capacità di agire; quando mancano forza o opportunità, svaniscono. Secondo: dipendono da ciò che è fuori di noi; le opinioni degli altri cambiano in fretta. Terzo: sono legate al tempo e al luogo; ciò che rende famosi in un contesto può non contare nulla in un altro.

Esiste una felicità che supera questi limiti, una felicità che rimane sempre e ovunque? La Parola di Dio oggi risponde chiaramente: sì.

Il Vangelo delle Beatitudini

Nel Vangelo di oggi ascoltiamo l’inizio del Discorso della Montagna. Gesù non comincia con ordini, ma con benedizioni: otto modi di essere beati, felici, scelti da Dio. Matteo presenta con attenzione la scena: Gesù sale sul monte, i discepoli gli si avvicinano ed egli si siede per insegnare. Non è un caso. Gesù è presentato come il nuovo Mosè. Come Mosè salì sul monte per ricevere la Legge, così Gesù sale sul monte per rivelare il cuore del Regno di Dio. Anche se la folla è presente, l’insegnamento è rivolto soprattutto ai discepoli. Le Beatitudini non sono solo ideali da ammirare, ma una chiamata alla sequela. Solo chi sceglie di seguire Gesù può viverle davvero.

Nelle Beatitudini Gesù ci di una speranza che la nostra vita si può cambiare. 

Beati secondo Dio, non secondo il mondo

La comunità di Matteo viveva un tempo di ricerca di identità. Non era considerata “beata” agli occhi del mondo. Tuttavia, attraverso le Beatitudini, ha scoperto una verità nuova: la vera beatitudine non è definita dal mondo, ma da Dio.

Qui “beato” non significa solo felice a livello emotivo. Significa essere pienamente realizzati, accolti e sicuri in Dio.

Un modo di vivere interiore

I poveri in spirito non sono solo i poveri economicamente, ma coloro che nel cuore dipendono da Dio e sanno di aver bisogno di Lui.

Coloro che piangono non sono maledetti o abbandonati. In un mondo che spesso vede la sofferenza come punizione, Gesù promette consolazione a chi soffre.

I miti, che restano pazienti e gentili anche nell’ingiustizia, erediteranno la terra. Gesù stesso dice di essere mite e umile di cuore.

Chi ha fame e sete della giustizia desidera non ciò che è facile, ma ciò che è giusto. Scegliere il bene costa, ma porta alla vera pienezza.

I misericordiosi scoprono una grande verità: la misericordia viene da Dio. E chi la dona si apre a riceverla.

I puri di cuore hanno un cuore limpido, disponibile e aperto a Dio. La purezza non è una questione di origine o di ruolo, ma di disponibilità interiore.

I costruttori di pace non evitano solo i conflitti, ma sanano le divisioni e rifiutano l’esclusione. Essi riflettono il cuore di Dio.

Infine, i perseguitati per la giustizia mostrano che il desiderio è diventato azione. Una fede che resta solo desiderio non è ancora matura.

Il fondamento nascosto: l’umiltà

Ciò che unisce tutte le Beatitudini è l’umiltà. La prima lettura ci ricorda che gli umili che cercano il Signore trovano gioia e protezione. San Paolo ci ricorda che Dio sceglie spesso ciò che è debole e disprezzato per manifestare la sua potenza. Dio rovescia la logica umana.

Cambiare il cuore, non solo le azioni

Pensiamo al Titanic. Affondò non per ciò che era visibile sopra l’acqua, ma per ciò che era nascosto sotto. Le nostre azioni sono come la parte visibile dell’iceberg. Le nostre attitudini interiori stanno sotto la superficie e guidano la direzione della nostra vita.

Le Beatitudini non parlano prima di tutto di comportamenti esterni, ma di trasformazione del cuore. Quando queste otto qualità diventano il nostro atteggiamento interiore, la vita cambia.

Immaginiamole come otto pietre preziose incastonate in un unico anello, un anello che portiamo nel cuore. Se le custodiamo e le viviamo ogni giorno, scopriremo una felicità che nessuna situazione può togliere.

Beati voi! In Cristo possiamo vivere da persone beate, sempre e ovunque.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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