Lectio Quotidiana
Mar, 27 gennaio ’26
III Settimana del Tempo Ordinario, martedì
2 Sam 6,12–15.17–19. Mc 3,31–35
Maternità e Fraternità
La vita umana è piena di relazioni. Cresciamo soprattutto in tre tipi di legami: relazioni di sangue, relazioni di matrimonio e relazioni di amicizia. Tutte richiedono impegno, affetto e presenza. Nel Vangelo di oggi, però, Gesù ci indica una quarta relazione, più profonda: la relazione del Regno. Essa non si basa sul sangue o sui legami sociali, ma su un solo criterio: fare la volontà di Dio.
Quando dicono a Gesù: «Tua madre e i tuoi fratelli sono fuori e ti cercano», la sua risposta può sorprendere. Gesù non rifiuta Maria né la sua famiglia. Al contrario, allarga il significato di famiglia. «Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre». Con queste parole, Gesù eleva il rapporto di Maria da un livello solo biologico a un livello spirituale. Maria è madre non solo perché lo ha generato, ma perché ascolta, si fida e compie la volontà di Dio. Allo stesso tempo, Gesù apre la porta a tutti noi: ciò che Maria è per grazia, anche noi siamo chiamati a diventarlo.
Così, la vera maternità e la vera fraternità non nascono solo dal sangue, ma dall’obbedienza alla volontà di Dio. Questa è la famiglia del Regno.
Sorge allora una domanda importante: come conoscere e compiere la volontà di Dio? La tradizione cristiana ci indica tre vie semplici. La prima è il silenzio. Spesso la volontà di Dio è coperta dal rumore, dalla fretta e dall’ansia. Il silenzio crea spazio per il discernimento. La seconda via è la Parola di Dio. La Scrittura non è solo informazione, ma formazione: ascoltata con cuore aperto, plasma i nostri desideri e le nostre scelte. La terza via passa attraverso gli altri: il consiglio delle persone sagge, i bisogni dei poveri e le situazioni concrete della vita quotidiana. La volontà di Dio si manifesta nei volti reali e nelle responsabilità di ogni giorno.
La prima lettura ci offre un esempio forte in Davide. Egli porta l’Arca di Dio a Gerusalemme con gioia, umiltà e rispetto. Danza davanti al Signore, indossa l’efod come un servo, benedice il popolo e distribuisce il cibo. Davide non agisce come un sovrano distante, ma come un padre e un pastore. Mettendo Dio al centro della vita del popolo, compie la volontà di Dio e diventa nello stesso tempo re per il popolo e figlio davanti a Dio.
Le letture di oggi ci invitano a entrare in questa stessa relazione. Facendo la volontà di Dio, Gesù diventa nostro fratello. Facendo la volontà di Dio, Maria diventa madre non solo di Cristo, ma di tutti i credenti. Facendo la volontà di Dio, Davide diventa padre del suo popolo. E facendo la volontà di Dio, anche noi entriamo nella famiglia del Regno.
Maternità e fraternità, quindi, non sono ruoli limitati, ma vere vocazioni spirituali. Dove la volontà di Dio è ascoltata e vissuta, lì la Chiesa diventa famiglia e l’umanità diventa casa.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

Leave a comment