Lectio Quotidiana
Lun, 26 gennaio ‘26
III Settimana del Tempo Ordinario, lunedì
Santi Timoteo e Tito, memoria
2 Tm 1,1–8 (della memoria). Mc 3,22–30 (del giorno)
Non uno spirito di timidezza
Oggi ricordiamo i santi Timoteo e Tito, giovani vescovi di Efeso e di Creta, collaboratori fidati e figli amati nella fede di san Paolo. Appartengono alla prima generazione dei responsabili della Chiesa: giovani, fragili, a volte timorosi, ma profondamente unti. Paolo non li comanda da lontano; li accompagna come un padre. Con le sue lettere li forma, li incoraggia e li corregge. Soprattutto, li invita a ravvivare il dono ricevuto con l’imposizione delle mani. L’unzione è reale, ma va mantenuta viva.
Nella prima lettura Paolo dice parole che restano sempre attuali: «Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza». La paura chiude il cuore, si ritira davanti alle difficoltà, preferisce il silenzio alla verità e la sicurezza alla missione. Lo Spirito ricevuto nel battesimo e nella confermazione è diverso: dona forza, per rimanere saldi; amore, per donarsi senza paura; prudenza, per agire con equilibrio e chiarezza. Paolo non chiede a Timoteo di essere aggressivo o rumoroso, ma coraggioso e fedele.
Nel Vangelo (del giorno) vediamo cosa accade quando questo coraggio viene frainteso. Gesù, pieno di Spirito Santo, è accusato di essere posseduto da Belzebù. Il bene viene chiamato male, la luce diventa tenebra. Non è una novità. Quando la verità disturba, spesso viene demonizzata. Gesù non si agita, non si difende emotivamente, non si ritira. Parla con calma e autorità. Usa immagini semplici: una casa divisa non può stare in piedi; la casa di un uomo forte non può essere saccheggiata se prima non viene legato. Gesù si presenta come quella casa forte: stabile, sicura, incrollabile, perché abitata dallo Spirito Santo.
Qui le letture si incontrano. La paura porta alla divisione e al crollo. La forza dello Spirito porta stabilità e fecondità. Gesù ci invita a diventare case forti: non chiuse dalla paura, ma radicate nello Spirito. Un cuore formato dalla forza, dalla carità e dalla prudenza non si lascia distruggere facilmente da critiche, incomprensioni o accuse.
Oggi, attraverso i santi Timoteo e Tito, la Parola di Dio parla anche a noi. Anche noi siamo stati unti. Anche noi siamo chiamati a guidare: nelle famiglie, nelle comunità, nei ministeri, nelle scelte quotidiane. La domanda è semplice: quale spirito guida il nostro cuore?
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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