Lectio Quotidiana
Lun, 6 aprile 2026
Ottava di Pasqua – Lunedì
At 2,14.22-33. Mt 28,8-15
Gesù venne loro incontro
1. Due movimenti: verso la verità e verso la falsità
Il Vangelo ci presenta due gruppi che escono dal sepolcro vuoto. Le donne corrono con urgenza per annunciare ciò che hanno visto. I loro cuori sono pieni di paura e di gioia, e tuttavia vanno avanti con apertura. Le guardie, invece, portano anche loro una notizia, ma diventano strumenti di un altro movimento. Invece di testimoniare la verità, si lasciano coinvolgere in una narrazione segnata da paura, potere e denaro.
Entrambi i gruppi hanno visto qualcosa di straordinario. Eppure solo uno è pronto per un incontro con il Signore risorto. La Pasqua non riguarda solo il vedere; riguarda il modo in cui rispondiamo a ciò che vediamo. Lo stesso evento può condurre alla fede oppure alla falsità, secondo la disposizione del cuore.
2. “Gesù venne loro incontro”
Nel mezzo del loro cammino accade qualcosa di inatteso: Gesù viene incontro alle donne. In quel momento non lo stanno cercando; stanno semplicemente andando, portando un messaggio che non comprendono pienamente. Ed è proprio lì, nel loro cammino, che il Signore risorto le incontra.
Questo rivela la logica della grazia. Spesso pensiamo di dover raggiungere Dio con i nostri sforzi, con chiarezza o perfezione. Ma la risurrezione ci mostra qualcosa di diverso: Dio prende l’iniziativa. Viene verso di noi anche quando la nostra fede è fragile e incompleta. Le donne non comprendono ancora pienamente il mistero, eppure Cristo le incontra. Questo ci dona speranza. Non dobbiamo capire tutto; dobbiamo solo rimanere in cammino.
3. “Gli abbracciarono i piedi”
Quando Gesù le incontra, le donne rispondono con un gesto profondo: gli abbracciano i piedi e lo adorano. Questo gesto semplice ha un significato grande. Conferma che Gesù risorto non è uno spirito o un ricordo, ma è davvero vivo, con un corpo reale. La risurrezione non è un’idea; è una realtà viva.
Allo stesso tempo, abbracciare i piedi è un atto di adorazione. Nella tradizione biblica ci si prostra ai piedi solo davanti a Dio. Così, in questo gesto, le donne confessano sia la realtà della risurrezione sia la divinità di Cristo. Il loro incontro le conduce oltre lo stupore, fino all’adorazione. La Pasqua ci invita a fare lo stesso passaggio: dal vedere al credere, e dal credere all’adorare.
4. “Andate dai miei fratelli”
Gesù affida poi un messaggio: “Andate ad annunciare ai miei fratelli”. Questi “fratelli” sono proprio i discepoli che lo avevano abbandonato nel momento della passione. Eppure il Signore risorto non parla con rimprovero o distanza. Non li chiama falliti; li chiama fratelli.
Qui incontriamo la tenerezza della Pasqua. La risurrezione non è solo vittoria sulla morte; è anche ricostruzione delle relazioni. Gesù non ritira il suo amore a causa della debolezza umana. Al contrario, lo rende ancora più profondo. Anche dopo il fallimento, continua a chiamare i discepoli come suoi. Questo ci consola. I nostri momenti di debolezza non ci allontanano dal suo amore. Diventano piuttosto il luogo in cui la sua misericordia ci incontra.
5. “Andate in Galilea”
Gesù aggiunge: “Dite loro di andare in Galilea; là mi vedranno”. La Galilea è il luogo degli inizi: la prima chiamata, i primi incontri, i primi passi della sequela. Gerusalemme è diventata il luogo della sofferenza, della confusione e del fallimento. Per questo Gesù li manda indietro, non per restare nel passato, ma per riscoprire la grazia degli inizi.
Questo è un movimento essenziale nella vita cristiana. Quando ci sentiamo bloccati, scoraggiati o smarriti, siamo invitati a tornare alla nostra “Galilea”: ai momenti in cui la fede era viva, quando il nostro rapporto con Dio era semplice e sincero. La risurrezione apre sempre a un nuovo inizio. Ci dice che nessuna situazione è definitiva e nessun fallimento è l’ultima parola.
6. Voci o incontro
Accanto a questo cammino di incontro, il Vangelo mostra anche un’altra possibilità. Le autorità, insieme alle guardie, costruiscono una falsa versione dei fatti. Scelgono di controllare la verità invece di accoglierla. Così riducono la risurrezione a una voce, a qualcosa da spiegare e da tenere lontano.
Questa è una tentazione anche oggi: ridurre la risurrezione a un’idea, a una storia lontana. Ma le donne ci mostrano un’altra via. Lasciano che l’evento le tocchi, le trasformi e le invii. Passano dal messaggio all’incontro, e dall’incontro alla missione.
“Gesù venne loro incontro.” Questo non è solo un momento del Vangelo; è il cuore della nostra fede. Il Signore risorto continua a venirci incontro nel nostro cammino, nelle nostre incertezze, nella nostra fede fragile, nelle strade ordinarie della vita. Ci permette di avvicinarci a Lui. Ci chiama fratelli. Ci invita a ricominciare.
Oggi siamo invitati a rimanere in cammino, a riconoscere la sua presenza quando ci viene incontro, e ad avere il coraggio di tornare alla nostra Galilea. Perché la Pasqua annuncia questa verità semplice e profonda: non siamo noi che abbiamo trovato Lui, ma è Lui che è venuto incontro a noi.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

Leave a comment