Lectio Quotidiana. Dom, 5 Aprile 2026. All’alba

Lectio Quotidiana

Dom, 5 Aprile 2026

Domenica di Pasqua

At 10,34.37–43; Col 3,1–4; Gv 20,1–9

All’alba

“Era ancora buio…”—con queste parole semplici inizia il Vangelo di oggi. Siamo sulla soglia tra notte e giorno, tra paura e fede, tra morte e vita. L’alba è un momento fragile. Il buio non è ancora scomparso del tutto, eppure la luce è già iniziata. La Pasqua non comincia in pieno giorno, ma all’alba.

Maria di Magdala va al sepolcro mentre è ancora buio. Il buio fuori riflette il buio dentro—la confusione, il dolore, le domande senza risposta. Qualcosa è finito. Qualcosa è stato perduto. Eppure, proprio in questo momento, qualcosa di nuovo è già iniziato.

Vedere e Credere

Il Vangelo si muove attorno a due verbi: vedere e credere. Maria vede la pietra tolta, ma non capisce ancora. Corre dai discepoli e dice: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro.” Il suo vedere è ancora incompleto, segnato dalla paura.

Pietro e il discepolo amato corrono al sepolcro. Vedono i teli. Vedono il vuoto. E poi ascoltiamo una frase semplice ma decisiva: “Vide e credette.” Che cosa vide? Non Gesù risorto. Non angeli. Solo un sepolcro vuoto. E tuttavia, credette.

La fede non inizia sempre con chiarezza piena. A volte nasce da segni—da frammenti, da tracce, da assenze. Vedere non è ancora capire. Ma vedere davvero è già iniziare a credere. Più tardi Gesù dirà a Tommaso: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.”

Il primo giorno – Una nuova creazione

Il Vangelo dice: “Nel primo giorno della settimana.” Non è solo un dettaglio di tempo; è un’affermazione teologica. Il “primo giorno” richiama l’inizio della creazione—la luce che entra nel buio, l’ordine che nasce dal caos. La Risurrezione è una nuova creazione.

Come il mondo è iniziato con la luce, così ora un mondo nuovo comincia con Cristo risorto. Ciò che sembrava una fine—la croce, il sepolcro, il silenzio del Sabato santo—diventa un inizio. Dio sta facendo qualcosa di nuovo.

L’esperienza che non si può spiegare

La Risurrezione non è qualcosa che i discepoli hanno potuto spiegare pienamente, ma è qualcosa che li ha trasformati completamente. Nella prima lettura vediamo Pietro che parla con coraggio e annuncia Cristo—lo stesso Pietro che lo aveva rinnegato.

Che cosa è cambiato? Non un ragionamento. Non una teoria. Ma un’esperienza. La Risurrezione è un risveglio interiore. Ci porta oltre i nostri limiti, oltre le nostre paure, oltre le nostre sicurezze. I discepoli non capivano tutto, ma non erano più gli stessi.

Tre lezioni all’alba

Questa alba ci offre tre lezioni semplici ma profonde. Anzitutto, ciò che è in basso deve lasciare spazio a ciò che è in alto. San Paolo ci dice: “Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.” La Risurrezione alza il nostro sguardo e ci invita a salire—oltre ciò che è piccolo, chiuso, terreno.

In secondo luogo, tutto passa. I rami di palma, la folla, Pilato, Erode, le accuse, la croce—tutto passa. Il potere umano sale e scende. Le situazioni cambiano. Il buio non dura per sempre. Solo Dio rimane, ed Egli tiene tutto nelle sue mani.

Infine, la Risurrezione è il fondamento della nostra speranza. La nostra fede non si fonda sul successo, sulla forza o sulla sicurezza. Si fonda su questo: Cristo è risorto. E poiché Egli vive, la speranza è sempre possibile, l’amore ha sempre senso, il futuro è sempre aperto.

Dal buio alla luce

Maria è venuta quando era ancora buio. Riparte in un cammino che la porterà a incontrare il Signore risorto. Questo è anche il nostro cammino. Iniziamo nel buio—nel dubbio, nella fatica, nelle domande senza risposta—ma siamo chiamati ad andare verso la luce.

La Risurrezione non elimina subito ogni oscurità, ma introduce una luce che il buio non può vincere.

Vivere l’alba

La Pasqua non è solo un evento accaduto all’alba; è uno stile di vita. Vivere la Pasqua significa vivere all’alba—portare luce dentro il buio, credere anche quando non vediamo pienamente, sperare anche quando tutto sembra perduto.

Corriamo come i discepoli. Vediamo come il discepolo amato. Crediamo, anche prima di capire. Cristo è risorto. E all’alba di questo nuovo giorno è iniziata una vita nuova—per il mondo e per ciascuno di noi.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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