Lectio Quotidiana. Mer, 18 marzo 2026. Non ti dimenticherò

Lectio Quotidiana

Mer, 18 marzo 2026

Quarta settimana di Quaresima, mercoledì

Isaia 49,8–15. Giovanni 5,17–30

Non ti dimenticherò

Al centro della liturgia di oggi c’è una promessa tenera e potente di Dio: «Non ti dimenticherò». È una parola pronunciata non nel conforto, ma nell’esilio; non nell’abbondanza, ma nella sofferenza. È una parola rivolta a persone che si sentivano abbandonate, dimenticate e perdute.

1. Un Dio che ricorda

La prima lettura proviene dal secondo “Canto del Servo” di Isaia. L’identità di questo Servo rimane un mistero: è il profeta, il popolo di Israele, o il Messia che deve venire? Tuttavia il messaggio è chiaro: il Servo è colui che porta la missione di Dio nel mezzo della lotta.

Il popolo di Israele era in esilio a Babilonia. Si sentiva separato dalla propria terra, dalla propria identità e persino da Dio. Nel loro dolore, nasceva nel cuore una domanda: Dio si è dimenticato di noi?

In questa oscurità, Dio parla: «Si dimentica forse una donna del suo bambino? Anche se si dimenticasse, io non ti dimenticherò mai». Questa non è solo poesia. È una rivelazione del cuore di Dio. La memoria di Dio non è come la nostra. Quando Dio ricorda, agisce. Quando Dio ricorda, salva. Quando Dio ricorda, la vita è restaurata. Essere ricordati da Dio è la nostra più grande benedizione.

2. Un cammino attraverso vie difficili

La lettura descrive anche un cammino: un ritorno dall’esilio. Ma la strada non è facile. Passa tra montagne, sotto il sole ardente e attraverso venti duri. Eppure Dio promette: io ti guiderò. Io ti proteggerò. Io aprirò una strada. Questo ci dice qualcosa di importante. Dio non elimina sempre il cammino difficile. Ma cammina con noi dentro di esso. Nei momenti di vuoto, di solitudine e di impotenza, Dio non ci abbandona. Rivela la sua presenza in modo più profondo.

3. Il cuore del Figlio

Nel Vangelo, Gesù rivela la stessa verità in un altro modo. Dice: «Io non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato». Qui vediamo la forza interiore di Gesù. Tutta la sua vita è radicata nella volontà del Padre. Anche quando è frainteso, contrastato e infine condotto alla croce, rimane fedele. Gesù è il vero Servo. È colui che vive pienamente per la missione di Dio. È colui che ci mostra che l’obbedienza non è debolezza, ma amore. E poiché il Padre non dimentica mai il Figlio, la morte non può avere l’ultima parola.

4. La nostra domanda oggi

Oggi la Parola di Dio si rivolge a noi con dolcezza e ci chiede: ci sentiamo qualche volta dimenticati da Dio? Nelle nostre difficoltà dubitiamo della sua presenza? Cerchiamo la nostra volontà o la volontà di Dio?

Vivere secondo la volontà di Dio non è sempre facile. Può portarci attraverso incertezza, incomprensione e sacrificio. Ma è l’unica strada che conduce alla vita. Se seguiamo davvero la volontà di Dio, iniziamo a porci una domanda più profonda: stiamo facendo ciò che è gradito a Dio?

5. Una parola di consolazione

«Figlio mio, non ti dimenticherò». Questa è la parola di Dio per ciascuno di noi oggi. Quando ti senti solo—egli si ricorda di te. Quando ti senti vuoto—egli si ricorda di te. Quando ti senti incapace di andare avanti—egli si ricorda di te. Anche se tutto il mondo dimentica, Dio non dimentica.

Conclusione

Mentre continuiamo il nostro cammino quaresimale, teniamo stretta questa promessa. Confidiamo nel Dio che ricorda. Camminiamo nella sua volontà. E diventiamo, come il Servo, strumenti della sua compassione nel mondo. Perché il Dio che si ricorda di noi ci invia anche—

a ricordarci degli altri, ad accompagnare chi è dimenticato, e a rivelare il suo amore fedele.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

Leave a comment