Lectio Quotidiana
Ven, 13 marzo 2026
Terza Settimana di Quaresima – Venerdì
Osea 14,1–9. Marco 12,28–34
Con saggezza
Nella parabola del figlio prodigo, una piccola frase segna il punto di svolta di tutta la storia: “Rientrò in se stesso.” Il figlio più giovane, che era andato lontano da suo padre, improvvisamente comincia a pensare con chiarezza. La sua mente si risveglia e questo risveglio lo conduce di nuovo verso casa. Curiosamente, il figlio maggiore, che rimane vicino al padre, non raggiunge mai la stessa chiarezza di saggezza.
Le letture di oggi ci invitano a riflettere su una dimensione più profonda della conversione. Tornare a Dio non è soltanto una reazione emotiva; è un atto di saggezza. È una decisione che nasce dalla chiarezza della mente e del cuore.
Nella nostra vita spesso agiamo su due livelli. Il primo è il livello emotivo. Qui ci lasciamo facilmente trascinare dai sentimenti: rabbia, delusione, paura o entusiasmo. Le emozioni sono forti, ma possono anche confonderci. Molte tensioni e rotture nelle relazioni nascono proprio perché reagiamo solo con le emozioni.
Il secondo livello è quello della comprensione. Qui ci fermiamo, riflettiamo e riconosciamo ciò che è veramente buono e giusto. Invece di reagire subito, scegliamo con saggezza.
La prima lettura del profeta Osea parla al popolo d’Israele che aveva lasciato che le proprie paure e i propri sentimenti lo allontanassero da Dio. Avevano confidato nelle alleanze politiche, nelle potenze straniere e nella propria forza. Ma Dio li richiama a sé e conclude con parole molto forti: “Chi è saggio comprenda queste cose; chi è intelligente le riconosca.”
Che cosa devono comprendere gli Israeliti?
Devono comprendere la compassione di Dio. Anche quando si allontanano, l’amore di Dio rimane fedele. Quando riconoscono questa verità, il loro cuore comincia a cambiare.
Nel Vangelo, uno scriba chiede a Gesù: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?” Gesù risponde con due comandamenti: l’amore per Dio e l’amore per il prossimo. Lo scriba ripete le parole di Gesù e aggiunge che questo amore vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici.
Gesù nota qualcosa di speciale in quest’uomo. Il Vangelo dice che ha risposto con intelligenza, con saggezza. Per questo Gesù gli dice: “Non sei lontano dal Regno di Dio.”
Perché Gesù lo loda?
Prima di tutto, lo scriba riconosce la profonda sapienza presente nella legge di Dio. Inoltre capisce che l’amore non è soltanto un sentimento. L’amore è un’azione. È una scelta consapevole. Spesso richiede sacrificio.
Il vero amore non è solo emozione. È comprensione che si esprime nelle azioni.
Oggi la Parola di Dio ci invita a passare dal livello emotivo al livello della comprensione.
Nel nostro rapporto con Dio, quando rimaniamo solo al livello emotivo, facilmente diventiamo impauriti, scoraggiati o dubbiosi. Ma quando cresce la saggezza, la fede diventa più stabile e più matura.
Anche nelle relazioni con gli altri, le reazioni emotive possono portare irritazione, aspettative irrealistiche o rifiuto. La saggezza invece ci aiuta ad accogliere gli altri, a perdonare e ad amare con pazienza.
Come passare dalle emozioni alla saggezza?
A volte la risposta è molto semplice: il silenzio. Un momento di silenzio può calmare le emozioni e permettere alla nostra mente di vedere con chiarezza. Quando ci fermiamo, cominciamo a capire meglio.
Solo una persona che comprende profondamente può amare davvero. Perché l’amore non è soltanto un sentimento: è una scelta consapevole.
Oggi, mentre continuiamo il nostro cammino quaresimale, il Signore ci invita a tornare a Lui non solo con le emozioni, ma con saggezza. Quando il cuore e la mente lavorano insieme, scopriamo la sapienza dell’amore di Dio e ci avviciniamo sempre più al suo Regno.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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