Lectio Quotidiana
Gio, 12 marzo 2026
Terza Settimana di Quaresima – Giovedì
Geremia 7,23–28. Luca 11,14–23
Con me o contro di me
Il Vangelo di oggi presenta un momento forte nel ministero di Gesù. Egli guarisce un uomo che era muto a causa di un demonio. Improvvisamente l’uomo ricomincia a parlare. È avvenuto un grande atto di liberazione. Tuttavia le reazioni attorno a Gesù sono molto diverse.
Alcuni ammirano e restano stupiti. Altri lo accusano, dicendo che scaccia i demoni con il potere di Beelzebul. Altri ancora chiedono un segno per metterlo alla prova. Tre reazioni allo stesso evento: meraviglia, sospetto e prova.
Anche il cuore umano spesso reagisce a Dio in questi modi. Quando Dio agisce nella nostra vita, quando la grazia ci tocca, quando accade qualcosa di buono e liberante, possiamo rispondere con gratitudine oppure con dubbio e resistenza.
Gesù risponde con fermezza a coloro che lo accusano. Usa un’immagine semplice: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina». Il male non può combattere contro se stesso. Se Satana scacciasse Satana, il suo regno cadrebbe.
Poi Gesù aggiunge un’altra immagine. Quando un uomo forte custodisce la sua casa, i suoi beni sono al sicuro. Ma quando arriva uno più forte di lui, lo vince e gli toglie le armi. Gesù rivela così una verità profonda: con la venuta del Regno di Dio è arrivata una forza più grande. Cristo è venuto per vincere il potere del male e liberare l’umanità.
Ma il Vangelo termina con una parola molto chiara: «Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde».
Gesù non lascia spazio alla neutralità. Il discepolato non può essere a metà. Non si può restare comodamente nel mezzo. O camminiamo con Cristo, oppure ci allontaniamo da lui.
La prima lettura di Geremia parla dello stesso problema. Dio, attraverso il profeta, dice: «Ascoltate la mia voce e io sarò il vostro Dio». Ma il popolo non ascolta. Segue la durezza del proprio cuore. Invece di andare avanti nella fede, torna indietro nella resistenza. Alla fine Dio dice una parola molto triste: «La verità è scomparsa».
Quando le persone smettono di ascoltare Dio, la verità lentamente scompare.
Questo è anche un pericolo per noi oggi. Il Vangelo ci mette in guardia contro una fede a metà. Un cuore diviso è pericoloso. Una parte di noi appartiene a Cristo, ma un’altra parte si aggrappa all’orgoglio, al rancore, alla comodità o alla paura.
La Quaresima ci invita a esaminare la nostra risposta a Gesù.
Primo: come reagiamo quando Gesù agisce nella nostra vita? Quando la grazia ci tocca, la accogliamo con meraviglia? Oppure mormoriamo e dubitiamo? A volte siamo come la folla del Vangelo: chiediamo sempre un altro segno prima di credere.
Secondo: quali sono le forze che si oppongono a Cristo nel nostro cuore? Spesso la caduta più grande non è quella davanti agli altri, ma quella davanti a noi stessi. La vera battaglia è dentro di noi: tra fede e paura, generosità e egoismo, verità e compromesso.
Terzo: stiamo andando avanti con Dio o lentamente tornando indietro? Al tempo di Geremia il popolo non cresceva nella fede, ma si chiudeva nella propria ostinazione. La fede invece va sempre avanti: verso più fiducia, più amore, più obbedienza.
Le parole di Gesù oggi ci provocano: «Chi non è con me è contro di me».
Questo non significa che Gesù voglia dividere le persone. Egli ci chiama piuttosto alla chiarezza e alla decisione. Il Regno di Dio cresce quando le persone si uniscono a Cristo, lavorano con lui e lasciano che la loro vita collabori con la sua grazia.
Oggi allora chiediamoci: Sono davvero con Cristo? Il mio cuore è unito a lui? Le mie scelte raccolgono con lui oppure disperdono?
In questo tempo di Quaresima il Signore ci invita a passare dall’esitazione alla decisione, dal cuore diviso alla vera sequela. Perché quando stiamo con Cristo, il più forte, la sua vittoria sul male diventa anche la nostra libertà.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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