Lectio Quotidiana
Mer, 11 marzo 2026
Terza settimana di Quaresima – Mercoledì
Dt 4,1.5–9. Mt 5,17–19
Il compimento della Legge
Nel Vangelo di oggi, preso dal Discorso della Montagna, Gesù parla della Legge e dei Profeti. All’inizio di questo capitolo Gesù ha già descritto chi sono le persone del Regno: i poveri in spirito, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace (Mt 5,3–16). Ora fa un passo in più e presenta un nuovo modo di comprendere la vita morale.
Al tempo di Gesù molti avevano una domanda importante: Chi è Gesù? Qual è il suo rapporto con Mosè e con i profeti? Continua la loro missione oppure la contraddice? Gesù risponde chiaramente: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti. Non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento.”
1. Il valore della Legge
La prima lettura del Deuteronomio mostra quanto fosse preziosa la Legge per il popolo di Israele. Attraverso Mosè, Dio dice che i suoi comandamenti sono sapienza e intelligenza per il popolo.
La Legge era importante per Israele in tre modi: dava identità al popolo come popolo scelto da Dio; esprimeva la loro relazione con Dio; ed era motivo di stima tra le nazioni, che dicevano: “Questo grande popolo è davvero un popolo saggio e intelligente”.
La Legge quindi non era semplicemente un elenco di regole. Era un dono di Dio, che guidava il popolo nella relazione con Lui e tra di loro. Per questo Gesù non distrugge la Legge, ma la porta a compimento.
2. Gesù porta la Legge alla pienezza
Possiamo capirlo con un esempio semplice. Immaginiamo di comprare un telefono con 32 GB di memoria. Dopo un po’ ci accorgiamo che molte applicazioni richiedono più spazio, e quindi aumentiamo la memoria a 128 o 256 GB. Il telefono non viene distrutto. Viene migliorato e completato. Ha più capacità e funziona meglio.
Gesù fa qualcosa di simile con la Legge. Non la cancella, ma la approfondisce. Per esempio: La Legge diceva: “Non uccidere.” Gesù dice: “Non adirarti.” La Legge diceva: “Non commettere adulterio.” Gesù dice: “Non guardare con desiderio.” La Legge diceva: “Occhio per occhio, dente per dente.” Gesù dice: “Perdona.” La Legge diceva: “Ama il tuo prossimo.” Gesù dice: “Ama tutti, anche i tuoi nemici.” Così Gesù porta la Legge dalle azioni esterne al cuore.
3. Gesù compie anche i Profeti
Non solo la Legge, ma anche i Profeti trovano il loro compimento in Gesù. I profeti avevano annunciato la venuta del Messia (Is 53), e Gesù viene come Messia. Avevano parlato del Regno di Dio (Dn 2,44), e Gesù annuncia questo Regno. Avevano promesso una nuova alleanza (Ger 31,31–34), e Gesù la porta a compimento. Con il suo insegnamento, con la sua vita e con la sua missione, Gesù si presenta come il compimento del progetto di Dio.
4. Conoscere, vivere, insegnare
Nel Vangelo Gesù parla anche di osservare e insegnare i comandamenti. La Legge cresce in tre passaggi: conoscere, vivere, insegnare. Quello che conosciamo trova compimento quando lo viviamo. Quello che viviamo diventa luce quando lo insegniamo agli altri. Così il bene della Legge passa da una vita all’altra.
5. Il compimento della Legge è l’amore
In questo tempo di Quaresima la Parola di Dio ci ricorda una verità molto importante. San Paolo scrive: “L’amore è il compimento della Legge” (Rm 13,10). Anche sant’Agostino dice la stessa cosa: l’amore è il fine di ogni comandamento. Quando viviamo nell’amore, conosciamo la Legge, la compiamo e la insegniamo. L’amore non distrugge nulla. Gesù dice che neppure il più piccolo segno della Legge scomparirà. L’amore non abolisce: porta a pienezza. I Dieci Comandamenti, i due comandamenti di Gesù — amare Dio e amare il prossimo — e gli insegnamenti della Chiesa sono dati per guidare e arricchire la nostra vita.
6. I comandamenti e la vera libertà
A volte i comandamenti sembrano un peso. In realtà ci danno libertà. Pensiamo a quando guidiamo e arriviamo a un incrocio. Possiamo essere incerti: devo fermarmi o andare? Ma se il semaforo è rosso, la decisione è chiara: ci fermiamo. La regola elimina la confusione. I comandamenti funzionano allo stesso modo: danno direzione e chiarezza alla nostra vita. Osservare i comandamenti è importante per tre motivi: danno un senso di libertà; esprimono la nostra relazione con Dio; ci aiutano a crescere e a diventare migliori.
Conclusione
Gesù non è venuto per distruggere la Legge. È venuto per portarla alla sua pienezza nell’amore.
Se viviamo nell’amore — amore per Dio e amore per il prossimo — realizziamo il significato più profondo di ogni comandamento. In questo tempo di Quaresima chiediamo al Signore la grazia di conoscere la Legge, viverla fedelmente e insegnarla con la nostra vita. Perché alla fine solo l’amore compie la Legge.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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