Lectio Quotidiana. Ven, 27 Febbraio ‘26. Una giustizia che supera

Lectio Quotidiana

Ven, 27 Febbraio ‘26

Prima Settimana di Quaresima – Venerdì

Ezechiele 18,21–28. Matteo 5,20–26

Una giustizia che supera

Giorno dopo giorno desideriamo essere migliori di ieri — nella salute, nella stabilità economica, nel benessere, nella felicità, nella serenità e nella vita spirituale. Non ci svegliamo sperando di peggiorare. Speriamo di crescere.

Ma sappiamo una verità semplice: fare sempre le stesse cose non produce risultati diversi. Se vogliamo la grandezza, dobbiamo compiere azioni grandi. La crescita richiede intenzione. La santità richiede decisione.

La Parola di Dio oggi ci presenta una chiamata a un livello più alto: una giustizia che supera.

Nel Vangelo secondo Matteo, Gesù dice parole forti: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli». Per chi ascoltava, era una sorpresa. Scribi e farisei erano conosciuti per la loro osservanza attenta della legge. Se la loro giustizia non basta, che cosa è necessario?

Gesù non chiede più regole. Chiede un cuore più profondo.

La giustizia dei farisei era spesso esterna — fatta di gesti visibili, pratiche religiose, pietà pubblica. Ma Gesù chiama i suoi discepoli ad andare oltre. Dall’azione all’essere, dal comportamento all’atteggiamento, dalla legge all’amore.

Dal Vangelo di oggi impariamo tre lezioni.

1. Tra ciò che è facile e ciò che è giusto

Ogni giorno siamo davanti a una scelta: la strada facile o la strada giusta. Non sono sempre la stessa cosa.

È facile compiere gesti religiosi visibili. È facile andare in chiesa, offrire un dono all’altare, mantenere un’apparenza di devozione. Ma non è sempre facile perdonare. Non è facile riconciliarsi. Non è facile lasciare l’ira, l’orgoglio o il rancore.

Gesù fa un esempio concreto: se presenti la tua offerta all’altare e ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia il tuo dono e prima riconciliati. Il culto non può sostituire la relazione. Il sacrificio non può sostituire la sincerità.

Una giustizia che supera significa scegliere ciò che è giusto, anche quando non è comodo.

2. Dal fuori al dentro

Gesù approfondisce il comandamento: «Avete inteso che fu detto: Non uccidere. Ma io vi dico: chi si adira con il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio».

La legge proibiva l’omicidio. Gesù parla dell’ira. La legge condannava l’atto. Gesù guarda il cuore.

La vera santità comincia dentro. Si può evitare la violenza fisica, ma custodire amarezza. Si può non insultare, ma nutrire disprezzo. Esteriormente corretti, interiormente divisi.

La giustizia che supera è una trasformazione interiore. Ci chiede: che cosa sta accadendo dentro di me? Quali pensieri coltivo? Quali sentimenti alimento?

La maturità spirituale non si misura solo dai segni esterni, ma dalla luce o dall’oscurità del cuore.

3. Cambiare la disposizione, non solo l’azione

Non basta cambiare il comportamento se il cuore rimane lo stesso. Le azioni cattive iniziano prima di diventare visibili. L’omicidio comincia dall’ira. Il tradimento dal risentimento. La divisione dall’orgoglio non controllato.

Se vogliamo un cambiamento vero, dobbiamo andare alla radice. Tagliare il frutto senza toccare la radice non guarisce l’albero.

Gesù ci chiama alla conversione interiore — a purificare non solo le mani, ma anche il cuore.

Questo messaggio è in sintonia con la prima lettura dal profeta Ezechiele. Il Signore dice chiaramente: se il malvagio si converte, vivrà; se il giusto si allontana dalla giustizia, morirà.

Due verità emergono. Nessuno è condannato per sempre se sceglie la conversione. Nessuno è sicuro automaticamente se abbandona la fedeltà. Il malvagio deve convertirsi. Il giusto deve perseverare.

Dio non ci imprigiona nel passato. Guarda la direzione presente della nostra vita.

La lezione di oggi è semplice: cercare di essere un poco migliori di ieri. Non rispetto agli altri, ma rispetto a noi stessi. Un passo verso il perdono. Un passo lontano dall’ira. Un gesto di riconciliazione. Un cambiamento nascosto nel cuore.

La giustizia che supera non è superiorità; è sincerità. È ritorno — ritorno a Dio, ritorno al fratello, ritorno a noi stessi.

Se desideriamo grandezza nella vita, scegliamo la grandezza del cuore.

Oggi decidiamo: non mi accontenterò di ciò che è facile. Sceglierò ciò che è giusto. Andrò dal fuori al dentro. Cambierò non solo le mie azioni, ma il mio cuore.

E in questa decisione scopriremo che la vera giustizia non è qualcosa che mostriamo, ma qualcosa che diventiamo.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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