Lectio Quotidiana
Mar, 24 febbraio ’26
Prima settimana di Quaresima, martedì
Isaia 55,10–11. Matteo 6,7–15
La Parola di Dio
In ebraico, la parola usata per “parola” è davar. In modo sorprendente, davar significa anche “azione” o “evento”. Nel pensiero biblico, parola e azione non sono realtà separate. Quando Dio parla, qualcosa accade. La sua parola non è un suono che svanisce nel silenzio; è una forza che crea, trasforma e realizza.
Fin dalla prima pagina della Scrittura vediamo questa verità. Dio disse: «Sia la luce». E la luce fu. La parola pronunciata da Dio diventa subito azione. Porta in sé la forza di compiere ciò che dice.
Il profeta Isaia esprime questa realtà nella prima lettura di oggi. Egli paragona la parola di Dio alla pioggia e alla neve che scendono dal cielo. Non ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla resa feconda e fertile. Fanno germogliare il seme e danno pane a chi mangia. Così è la parola che esce dalla bocca di Dio: non ritorna a Lui senza aver compiuto ciò per cui è stata mandata.
L’immagine è molto bella. La pioggia è dolce, silenziosa, quasi invisibile. Eppure penetra la terra e la trasforma. Così opera la parola di Dio. Entra nel cuore in modo semplice, ma cambia le persone, le comunità e la storia. Non rimane mai sterile.
Questo ci interpella profondamente. Le nostre parole, invece, spesso restano solo suoni. Se dico: «Vengo alle otto» e arrivo alle otto, la mia parola diventa azione. Se non arrivo, la mia parola rimane vuota. Oggi molta comunicazione rischia di diventare vuota. Siamo passati da lettere lunghe a messaggi brevi, poi ad abbreviazioni, e perfino agli emoji. La velocità aumenta, ma a volte la profondità diminuisce. Le parole si usano facilmente, ma non sempre con responsabilità.
Nel Vangelo, Gesù insegna ai suoi discepoli come pregare. Li invita a non moltiplicare parole vuote come i pagani, che pensano di essere ascoltati per le tante parole. Dio non guarda alla quantità. Egli sa già di cosa abbiamo bisogno.
Poi Gesù insegna il Padre Nostro: poche parole, ma ricche di significato. Ogni domanda è semplice e concreta: «Dacci oggi il nostro pane quotidiano». «Rimetti a noi i nostri debiti». «Liberaci dal male». Non ci sono parole inutili. C’è chiarezza, fiducia e abbandono.
Alla luce di Isaia, il Vangelo ci insegna qualcosa di più: le parole che preghiamo devono diventare azione. Se dico: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori», ma non perdono chi mi ha fatto del male, la mia preghiera è vuota. Se dico: «Sia fatta la tua volontà», ma voglio solo la mia volontà, le mie parole non sono vere. La preghiera non è magia; è impegno.
Dalle letture di oggi possiamo imparare tre lezioni.
Primo: le nostre parole devono essere come la parola di Dio, cioè diventare azione. Siamo creati a sua immagine. Se facciamo una promessa, dobbiamo mantenerla. Se diciamo che amiamo, dobbiamo mostrarlo. Se parliamo di verità, dobbiamo viverla. La credibilità del cristiano non sta nelle belle parole, ma nella coerenza. Il nostro “sì” sia sì.
Secondo: siamo invitati alla sobrietà nel parlare. La tradizione sapienziale della Bibbia ci ricorda che troppe parole possono perdere valore. Anche il silenzio ha dignità. Le parole devono essere pensate, necessarie, sincere. Nella preghiera e nella vita quotidiana, poche parole vere sono meglio di tante parole superficiali.
Terzo: dobbiamo mettere in pratica la Parola di Dio. La Quaresima non è solo tempo di ascolto, ma di vita concreta. Quando la Parola che leggiamo diventa il nostro modo di agire — quando la misericordia diventa perdono, la giustizia diventa condivisione, la fiducia diventa obbedienza — allora anche noi diventiamo, in modo semplice ma reale, davar: parola e azione unite.
Se la parola di Dio non ritorna a Lui senza frutto, anche la nostra vita non sia un’eco vuota. La Parola che scende come pioggia sui nostri cuori porti frutti di riconciliazione, semplicità e fedeltà.
Allora la nostra preghiera non sarà rumore. Sarà vita. E attraverso di noi, la Parola di Dio continuerà ad agire nel mondo.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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