Lectio Quotidiana. Lun, 16 febbraio ’26. Perché un segno?

Lectio Quotidiana

Lun, 16 febbraio ’26

VI Settimana del Tempo Ordinario, Lunedì

Gc 1,1-11; Mc 8,11-13

Perché chiedete un segno?

Un segno è qualcosa di visibile che rimanda a una realtà più grande, invisibile. È un simbolo. Per esempio, la bandiera di una nazione è solo un pezzo di stoffa colorata. Ma per chi la conosce, essa rappresenta un popolo, una storia, una patria. Senza riconoscimento, il segno non dice nulla. Senza fede, il segno rimane solo un oggetto.

Nel Vangelo di oggi, i farisei vanno da Gesù e chiedono un segno dal cielo. Discutono con lui. Lo mettono alla prova. Vogliono una prova. Ma non si accorgono che Gesù stesso è il segno. Le sue parole, le sue opere, la sua compassione, la sua autorità rivelano chi egli è. I ciechi vedono, gli affamati sono saziati, ai poveri è annunciata la buona notizia. Quale altro segno serve?

Il problema è questo: chi cerca continuamente segni spesso non crede. E chi crede non ha bisogno di segni. La fede non nasce dallo spettacolo, ma dalla fiducia. Anche se Gesù avesse fatto un altro grande prodigio, non avrebbero creduto. Avrebbero chiesto ancora di più. Un cuore che non si fida non è mai soddisfatto.

Gesù sospira profondamente e rifiuta. Questo rifiuto ci insegna qualcosa. Non ogni richiesta merita una risposta. Non ogni provocazione va accettata. A volte vincere la tentazione significa dire semplicemente: “No.” Solo chi è interiormente libero può rifiutarsi di dimostrare se stesso. Gesù non è un mago in cerca di applausi. È il Figlio che invita alla fede.

Nella prima lettura, san Giacomo ci offre un insegnamento sapiente. Parla delle prove, della perseveranza, della preghiera, e della fragilità delle ricchezze. Mette in guardia contro l’uomo “dalla mente doppia”, instabile e diviso dentro. Un cuore diviso non può ricevere nulla dal Signore. Come dice un proverbio: chi insegue due lepri non ne prende nessuna.

Chi chiede segni spesso ha il cuore diviso. Una parte vuole credere, un’altra non vuole fidarsi del tutto. Si cerca sicurezza senza impegno, prova senza abbandono.

Oggi la Parola di Dio ci invita ad avere un cuore unito. Nella vita, nel lavoro, nella preghiera, nella fede: una sola direzione. Che Cristo ci basti. Quando la fede è intera, non rincorriamo più segni. Riconosciamo il Segno che ci è già stato donato.

Il Signore ci doni un cuore saldo, una mente non divisa, e il coraggio di credere anche senza segni.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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