Lectio Quotidiana
Sab, 14 febbraio ‘26
Santi Cirillo e Metodio, Patroni dell’Europa
At 13,46-49. Lc 10,1-9
Evangelizzare oggi
Oggi la Chiesa celebra i Santi Cirillo e Metodio, fratelli nella carne e nella missione, grandi evangelizzatori dei popoli slavi e Patroni dell’Europa.
Nati a Tessalonica nel IX secolo, Cirillo (originariamente Costantino) era un uomo di grande cultura, filosofo e teologo; Metodio, più anziano, aveva esperienza amministrativa e poi monastica. Inviati in missione tra i popoli slavi, non si limitarono a predicare: impararono la lingua, tradussero la Bibbia e i testi liturgici, e crearono l’alfabeto glagolitico per rendere accessibile il Vangelo. Non imposero una cultura; incarnarono il Vangelo in una cultura. Per questo sono chiamati apostoli degli Slavi e Patroni dell’Europa: perché hanno mostrato che l’unità cristiana non cancella le differenze, ma le assume e le purifica.
La prima lettura, dagli Atti degli Apostoli (At 13,46-49), ci presenta Paolo e Barnaba davanti al rifiuto. Di fronte all’opposizione, essi dichiarano: «Era necessario che fosse proclamata prima a voi la parola di Dio; ma poiché la respingete… ecco, noi ci rivolgiamo ai pagani». Il Vangelo non può essere imprigionato. Non può essere trattenuto. Se trova una porta chiusa, cerca un’altra via. La Parola di Dio è viva, dinamica, missionaria. Si diffonde, si allarga, raggiunge nuovi cuori.
Questo è un messaggio forte anche per noi. A volte pensiamo che la fede sia in crisi, che il Vangelo non sia ascoltato. Ma la Parola continua il suo cammino. Forse cambia strade, forse passa attraverso testimoni inattesi, ma non si ferma. Il problema non è la forza del Vangelo; è la nostra disponibilità a portarlo.
Nel Vangelo di Luca (Lc 10,1-9), Gesù invia i settanta (o settantadue) discepoli a due a due. Non sono solo i Dodici. Sono discepoli comuni. Gesù li rende partecipi della sua missione. Li manda nelle città, nelle case, tra la gente. Dice loro: «La messe è abbondante… Andate!». E affida un compito semplice e profondo: annunciare che il Regno di Dio è vicino.
Oggi quella parola è rivolta a noi. Anche noi siamo tra quei settanta. Anche noi siamo inviati. Non solo i sacerdoti, non solo i religiosi: ogni battezzato è evangelizzatore.
Evangelizzare non significa fare cose straordinarie. Significa portare il Vangelo nella vita quotidiana: nella famiglia, nel lavoro, nelle relazioni. Significa essere testimoni di pace, di speranza, di misericordia. Nella nostra casa possiamo essere i primi annunciatori: con una parola buona, con il perdono, con la preghiera condivisa.
I Santi Cirillo e Metodio ci insegnano che l’evangelizzazione richiede coraggio e creatività. Hanno saputo tradurre il Vangelo nella lingua del popolo. Oggi anche noi siamo chiamati a “tradurre” il Vangelo nel linguaggio del nostro tempo: un linguaggio di ascolto, di dialogo, di prossimità.
In questa festa preghiamo questi grandi evangelizzatori dell’Europa. Chiediamo per il nostro continente la grazia di ritornare alle radici cristiane, non come nostalgia del passato, ma come forza per ricominciare. L’Europa ha bisogno di ritrovare l’anima. E questa anima è il Vangelo.
Preghiamo perché anche noi, nelle nostre comunità, diventiamo missionari. Che la Parola non sia trattenuta nei nostri cuori, ma passi attraverso di noi. Che possiamo dire, con la vita prima ancora che con le parole: il Regno di Dio è vicino.
Santi Cirillo e Metodio, pregate per noi. Aiutateci a ricominciare. Aiutateci a essere, anche noi, evangelizzatori oggi.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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