Lectio Quotidiana
Mer, 11 febbraio ‘26
V Settimana del Tempo Ordinario – Mercoledì
Nostra Signora di Lourdes, memoria
XXXIV Giornata Mondiale del Malato
1 Re 10,1-10; Mc 7,14-23
La direzione della purezza
Nel Vangelo di oggi continua il discorso sulla purezza. Gesù offre una correzione decisiva. Egli cambia la nostra prospettiva: non è ciò che entra dall’esterno nell’uomo che lo rende impuro, ma ciò che esce dal suo cuore. La purezza, quindi, non riguarda solo i riti, ma il cuore. Quando il cuore è puro, anche la vita diventa pura.
I farisei erano molto attenti alla purezza esterna: lavare le mani, i vasi e il cibo. Ma Gesù rivela il problema più profondo: il disordine interiore. Dal cuore nascono invidia, avidità, ira, inganno, orgoglio e violenza. Queste sono le vere fonti dell’impurità. Le pratiche esterne, anche se buone, perdono valore quando il cuore rimane impuro. Gesù indica una direzione chiara: dall’interno verso l’esterno. La purezza interiore genera una santità autentica.
La prima lettura completa bene questo insegnamento. La regina di Saba compie un lungo viaggio per incontrare Salomone, attratta dalla sua sapienza. La sapienza ha una forza che attira. Un cuore formato dalla sapienza e dall’integrità attira gli altri in modo naturale. La bellezza interiore si manifesta all’esterno. Dove ci sono sapienza, verità e purezza di intenzione, lì c’è luce.
Oggi ricordiamo Nostra Signora di Lourdes. Nel 1858 Maria apparve a Bernadette dicendo: «Io sono l’Immacolata Concezione». Maria è la purezza nel suo senso più vero: non solo assenza di peccato, ma totale apertura a Dio. La sua purezza interiore ha permesso alla grazia di Dio di agire liberamente nella sua vita per la salvezza del mondo.
Celebriamo anche la XXXIV Giornata Mondiale del Malato. Nel suo messaggio, Papa Leone XIV riflette sul tema: «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro». Ispirandosi alla Fratelli Tutti di Papa Francesco e alla sua Dilexi Te, egli propone tre inviti. Primo: la gioia dell’incontro, diventare un buon prossimo con la vicinanza e la presenza. Secondo: riconoscere che la cura dei malati è una missione condivisa, che coinvolge famiglie, operatori sanitari, volontari e comunità. Terzo: chi è mosso dall’amore di Dio deve imparare ad amare se stesso e gli altri.
La vera purezza, dunque, è inseparabile dalla compassione. Un cuore puro è un cuore misericordioso. In questo giorno preghiamo per i malati, stiamo loro vicini e portiamo il loro dolore con amore. Nostra Signora di Lourdes ci guidi verso la purezza interiore, una presenza compassionevole e una speranza che guarisce.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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