Lectio Quotidiana
Lun, 9 febbraio ’26
V Settimana del Tempo Ordinario, Lunedì
1 Re 8,1-7.9-13. Mc 6,53-56
Presenza di Dio
Le letture di oggi ci invitano a riflettere su una domanda centrale della fede: Dove abita Dio? Come facciamo esperienza della sua presenza?
Nella prima lettura, Salomone porta l’Arca dell’Alleanza nel Tempio con grande rispetto e solennità. L’Arca non è un semplice oggetto: è il segno dell’alleanza di Dio con Israele e contiene i comandamenti dati a Mosè. Ponendo l’Arca nel Tempio, Salomone ricorda al popolo che non vive secondo il proprio capriccio, ma sotto il governo di Dio. Questa è la vera teocrazia: Dio solo è Re, Dio solo governa.
Quando l’Arca viene collocata nel Tempio, accade qualcosa di straordinario. La gloria del Signore riempie la casa. La nube della presenza di Dio è così intensa che i sacerdoti non riescono a compiere il loro servizio. L’azione umana lascia spazio alla presenza divina. Qui la presenza di Dio è legata a un luogo — il Tempio di Gerusalemme — e a un oggetto — l’Arca dell’Alleanza. Dio sceglie di abitare in mezzo al suo popolo in modo visibile e concreto.
Nel Vangelo vediamo un cambiamento decisivo. Gesù arriva a Gennesaret e la gente lo riconosce subito. Corrono da lui, gli portano i malati e li pongono dove egli passa. Non si parla di Tempio, né di Arca, né di riti. Chiunque tocca Gesù viene guarito. La presenza di Dio non è più legata a un luogo sacro o a un oggetto sacro. In Gesù, la presenza di Dio diventa personale. Incontrare Gesù significa incontrare Dio. Toccare Gesù significa essere toccati dalla sua forza che guarisce e rinnova.
Questo cammino continua nella vita della Chiesa. San Paolo, scrivendo ai Corinzi, afferma con chiarezza: “Voi siete il tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in voi.” Ciò che prima era legato a un luogo, poi a una persona — Gesù — ora diventa vita in ogni credente. Dio non ci visita soltanto: Dio abita in noi.
Questo è il messaggio per noi oggi. Ognuno di noi è un tempio vivente di Dio. Portiamo in noi l’immagine e la somiglianza di Dio. Per questo siamo chiamati a riflettere la sua presenza ovunque ci troviamo: nelle parole, nelle scelte, nelle relazioni e nel servizio. Se Dio abita davvero in noi, siamo chiamati a portare guarigione dove c’è ferita, speranza dove c’è disperazione, pienezza di vita dove c’è vuoto.
La presenza di Dio non è più lontana. Non è chiusa in un edificio né nascosta in un oggetto. Cammina con noi, vive in noi e si manifesta attraverso di noi. Viviamo in modo tale che chi ci incontra possa incontrare il Dio vivente.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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