Lectio Quotidiana. Lun, 2 febbraio ‘26. Presentare al Signore

Lectio Quotidiana

Lun, 2 febbraio ‘26

Presentazione del Signore – Festa

Mal 3,1-4. Eb 2,14-18. Lc 2,22-40

Presentare al Signore

Oggi, con la Festa della Presentazione del Signore, il tempo di Natale giunge alla sua conclusione silenziosa e profonda. Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe portano il bambino al Tempio di Gerusalemme per presentarlo al Signore. Ciò che sembra un semplice gesto di obbedienza alla Legge è in realtà un momento ricco di significato per tutta la storia della salvezza.

San Luca usa una parola greca molto forte per descrivere questo gesto: parastēsai, che significa offrire, presentare come sacrificio davanti a Dio. Non si tratta solo di un rito esterno, ma di una vera offerta. Ciò che viene offerto non viene più trattenuto. Ciò che è sacrificato non può essere ripreso. Fin dall’inizio della sua vita, Gesù è consegnato totalmente nelle mani del Padre.

Questo momento nel Tempio anticipa la sua offerta finale nella stessa città di Gerusalemme, sul monte Calvario. Il bambino offerto oggi sarà un giorno colui che offrirà se stesso liberamente sulla croce. Tutta la sua vita è un continuo dono di sé.

Per questo la lettura della Lettera agli Ebrei è così importante. Essa ci dice che Gesù “doveva rendersi in tutto simile ai suoi fratelli e sorelle, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele”. Nell’Antico Testamento c’era sempre una distanza tra il sacerdote e la vittima. In Gesù, invece, non c’è distanza: egli è allo stesso tempo sacerdote e vittima, colui che offre e colui che è offerto. Il suo sacrificio è totale, personale e pieno di amore.

San Paolo usa la stessa parola, parastēsai, nella Lettera ai Romani (12,1), quando esorta i cristiani a “offrire i propri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio”. La Presentazione di Gesù, dunque, non riguarda solo lui, ma anche noi. Ci invita a vivere una vita donata.

Questo messaggio è reso visibile nella liturgia di oggi attraverso le candele accese che portiamo in processione. Una candela illumina solo consumandosi. Mentre brucia, si scioglie. Così la vita di Gesù diventa luce per il mondo attraverso il dono totale di sé. Anche noi siamo chiamati non a conservarci, ma a donarci: nei pensieri, nelle parole, nelle azioni e nel tempo.

Il profeta Malachia chiama il Messia “il messaggero dell’alleanza”. Nel Tempio, il bambino Gesù diventa il ponte vivente tra generazioni: tra Giuseppe e Maria e Simeone e Anna; tra l’Israele antico della promessa e l’Israele nuovo del compimento. In lui, Dio unisce passato e futuro, attesa e realizzazione.

Simeone rivolge a Maria una parola che parla di sofferenza e di una spada che le trafiggerà il cuore. Maria risponde con il silenzio. Questo silenzio non è debolezza, ma fede. In quel momento, Maria inizia a lasciare il legame solo fisico con Gesù per entrare in una relazione più profonda e spirituale. Impara che amare suo Figlio significherà accompagnarlo fino al Calvario.

Da questa festa emergono tre inviti per noi:

(a) Offrire noi stessi come sacrificio vivente, consegnando ogni giorno a Dio i nostri pensieri, le parole e le azioni.

(b) Diventare messaggeri dell’alleanza, costruendo ponti di fede, riconciliazione e speranza nelle nostre famiglie e comunità.

(c) Restare in silenzio davanti ai misteri della vita, fidandoci di Dio anche quando non comprendiamo tutto, come fece Maria.

Oggi celebriamo anche la Giornata della Vita Consacrata. Ringraziamo il Signore per gli uomini e le donne consacrati che vivono questa offerta in modo radicale e visibile, presentando tutta la loro vita al Signore per il bene della Chiesa e del mondo.

Come ci invita il salmo: “Alzate, o porte, i vostri frontali!”. Alziamo le porte del nostro cuore e lasciamo entrare il Signore. Anche oggi, egli continua a offrirsi attraverso di noi, se siamo disposti a essere presentati al Signore.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

One response to “Lectio Quotidiana. Lun, 2 febbraio ‘26. Presentare al Signore”

  1. Vincenzo Russo e Mandarano Maria Avatar
    Vincenzo Russo e Mandarano Maria

    “La mia piccola lampada ,

    non come sole splende ,

    non come incendio brucia,

    ma con la cima tende al cielo che me la diede,

    viva starà su me sepolta

    ed ei che passeranno errando a lume spento,

    accenderanno da me.

    (L.Pirandello)

    Indegnamente mi piace immaginare così la mia debole fede , utile ,se pur debole ,ad accendere altre lampade …

    Buona festa della consacrazione.

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