Lectio Quotidiana. Sab, 24 gennaio ’26. Pane di lacrime

Lectio Quotidiana

Sab, 24 gennaio ’26

II settimana del Tempo Ordinario, sabato

San Francesco di Sales, Memoria

2 Sam 1,1-4.11-12.19.23-27; Mc 3,20-21

Pane di lacrime

«Hai dato loro pane di lacrime,

hai fatto bere loro lacrime in abbondanza» (Sal 80,5).

Il salmo usa un’immagine forte. Il pane è il nostro cibo quotidiano; le lacrime arrivano di solito nei momenti difficili. Quando le lacrime diventano pane, il dolore entra nella vita di ogni giorno. Ma questa immagine non parla solo di disperazione. Indica un cammino con cui Dio plasma, matura e rende più profondo il cuore umano.

Nella prima lettura, Davide mangia questo pane di lacrime quando viene a sapere della morte di Saul e di Gionata. Il suo dolore è sincero e grande. Saul era stato geloso di Davide e aveva cercato di ucciderlo, ma Davide ricorda il bene. Saul lo aveva accolto nella sua casa e gli aveva dato un posto alla sua corte. Gionata, fin dall’inizio, aveva amato Davide come un vero amico. Nel suo lamento, Davide loda il loro valore, il coraggio, il legame e l’amore. Queste lacrime non sono segno di debolezza; mostrano la maturità interiore di Davide. Egli ha imparato a vedere le persone non solo nelle loro ferite e nei loro limiti, ma anche nel bene che portavano dentro.

Nel Vangelo incontriamo un altro tipo di fame. Gesù e i suoi discepoli non hanno nemmeno il tempo di mangiare. La gente dice che Gesù è «fuori di sé», cioè «fuori da se stesso». Anche i suoi familiari vengono per prenderlo. Proprio dopo aver formato una nuova famiglia di dodici apostoli, la sua famiglia naturale sembra voler fermare la missione. Ma per Gesù il ministero stesso diventa cibo. Egli dice: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato» (Gv 4,34). Non è il conforto che lo nutre, ma la fedeltà alla sua missione.

Qui le due letture si incontrano. Quando le lacrime diventano il nostro pane, cresciamo in profondità e maturità. Quando il lavoro fatto con amore diventa il nostro pane, le vite si trasformano. Il dolore purifica il nostro sguardo; la missione dà senso al sacrificio.

Oggi ricordiamo san Francesco di Sales. Con “Introduzione alla vita devota” ha insegnato che la santità non è straordinaria, ma ordinaria, fatta per la vita di ogni giorno. La santità, diceva, deve essere il nostro cibo quotidiano.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

Leave a comment