Lectio Quotidiana. Mer, 21 gennaio ’26. La guerra è del Signore

Lectio Quotidiana

Mer, 21 gennaio ’26

II settimana del Tempo Ordinario, Mercoledì

1 Sam 17,32–33.37.40–50. Mc 3,1–6

La guerra è del Signore

«La guerra o battaglia è del Signore». Queste parole esprimono il cuore delle letture di oggi. Ci invitano a guardare la vita non solo con paura o calcolo, ma con uno sguardo di fede. Davide sta davanti a Golia non perché sia forte, allenato o sicuro di sé, ma perché è convinto che tutto appartiene al Signore. Saul vede pericolo e fallimento; Davide vede la presenza e la fedeltà di Dio. Due sguardi diversi sulla stessa realtà.

Nella prima lettura, il coraggio di Davide nasce dalla sua fede. Saul cerca di scoraggiarlo: «Tu sei solo un ragazzo». Davide lo sa, ma aggiunge qualcosa di più profondo: il Signore che lo ha salvato dal leone e dall’orso lo salverà anche ora. Davide conosce se stesso, ma soprattutto conosce Dio. Non combatte nel proprio nome, ma «nel nome del Signore degli eserciti». La sua azione rapida nasce dalla fiducia. Poiché la battaglia è del Signore, Davide può affrontare Golia senza paura. La fede non nega la grandezza del problema; la trasforma.

Anche le nostre vite sono piene di “Golia”: malattia, paura, fallimenti, relazioni ferite, incertezza sul futuro. Spesso, come Saul, ci concentriamo su ciò che ci manca: forza, mezzi, esperienza. La domanda di oggi è semplice e impegnativa: quale sguardo di fede abbiamo quando la vita ci mette alla prova? Vediamo solo il gigante, o vediamo il Signore che è con noi? Quando la fede guida il nostro sguardo, i problemi non ci paralizzano più; diventano luoghi dove Dio può agire.

Nel Vangelo, la battaglia continua in un altro modo. Gesù entra nella sinagoga e incontra un uomo con la mano inaridita. È sabato. I suoi avversari osservano attentamente, non per gioire della guarigione, ma per accusarlo. Gesù indica il vero campo di battaglia: «È lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o ucciderla?». Il loro silenzio rivela un cuore indurito. Qui il nemico non è fuori, ma dentro: il rifiuto di scegliere il bene, la paura della misericordia.

Gesù sceglie con chiarezza. Guarisce l’uomo. Nella battaglia del Signore non esiste neutralità. Bisogna scegliere la vita. Bisogna permettere al bene di vincere il male. La guarigione della mano mette in luce una malattia più profonda: preferire le regole alla compassione. Gesù soffre per la durezza dei loro cuori, ma non si ritira. Agisce. L’amore deve agire, anche quando provoca opposizione.

La Parola di oggi ci insegna tre verità semplici. Primo: il vero coraggio nasce dalla fede, non dalla sicurezza in se stessi. Secondo: il nostro sguardo determina la nostra risposta; la paura ingrandisce il nemico, la fede ingrandisce Dio. Terzo: nella battaglia del Signore è essenziale scegliere il bene. Il male non si vince con il silenzio o il calcolo, ma con azioni coraggiose e compassionevoli.

Impariamo a dire con Davide, in ogni lotta della vita: «La battaglia è del Signore». E che questa fede ci renda liberi di agire, di guarire e di scegliere sempre la vita.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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