Lectio Quotidiana
Sab, 17 gennaio ’26
I Settimana del Tempo Ordinario, sabato
Sant’Antonio, Abate
1 Sam 9,1-4.17-19; 10,1. Mc 2,13-17
Vieni e seguimi!
Le parole “Vieni e seguimi” hanno una forza silenziosa. Sono semplici, ma cambiano la vita. Le letture di oggi ci aiutano a capire come Dio chiama, come le persone rispondono e come una sola risposta può cambiare la storia.
Nei racconti di chiamata dell’Antico Testamento vediamo spesso uno schema chiaro. C’è un problema o una necessità; Dio sceglie una persona; la persona esita o si sente indegna; Dio offre un segno o una rassicurazione; infine la missione viene accolta. Mosè resiste, Gedeone dubita, Geremia si sente troppo giovane. La chiamata cresce lentamente, attraverso il dialogo. Tuttavia, anche qui Dio chiama dentro la vita ordinaria.
Nel Nuovo Testamento la forma è diversa, ma lo spirito è lo stesso. Gesù entra nella vita quotidiana delle persone senza preavviso. Parla poco. Non discute, non spiega, non chiede condizioni. L’iniziativa è tutta sua. La risposta è immediata. Le reti vengono lasciate, i tavoli abbandonati, la vita cambia direzione. Dio incontra le persone dove sono e le invita a qualcosa di molto più grande.
Nel Vangelo, Gesù incontra Levi mentre è al banco delle imposte, immerso nel suo lavoro. Levi non cerca la santità; è la santità che lo cerca. Gesù non gli chiede di cambiare prima. Dice solo: “Seguimi.” Levi si alza e lo segue subito. Più tardi, accoglie Gesù in casa sua, insieme a persone come lui. È come se dicesse: “Questo sono io, questa è la mia vita.” Non nasconde il suo passato; lo offre. Seguendo Gesù, la sua storia non viene cancellata, ma trasformata.
La prima lettura mostra la stessa sorpresa di Dio. Saul cerca le asine perdute, ma Dio cerca un re. Ciò che sembra un fallimento diventa una vocazione. Mentre Saul è occupato con cose piccole, Dio gli affida un popolo. Spesso la chiamata arriva mentre siamo “in cammino”, non quando ci sentiamo pronti.
Da queste letture nascono tre insegnamenti.
Primo: continua a muoverti. Saul cammina, Levi si alza, Gesù va di villaggio in villaggio. Dio ci chiama spesso quando siamo in movimento. La fermata interiore rende sordo il cuore.
Secondo: presentati a Gesù così come sei. Levi non finge. Lascia entrare Gesù nella sua vita reale. Il vero discepolato nasce dalla sincerità, non dalla perfezione.
Terzo: togli ciò che disturba la voce di Dio. Rumore, paura e giudizio su se stessi possono soffocare la chiamata. La chiarezza nasce quando lasciamo ciò che ci blocca.
Oggi ricordiamo anche sant’Antonio Abate, padre del monachesimo occidentale. La sua conversione iniziò ascoltando il Vangelo: “Vendi quello che hai, dallo ai poveri e seguimi.” Egli prese sul serio queste parole e agì subito. La sua vita ha ispirato generazioni e anche la conversione di sant’Agostino. Una vita vissuta con fedeltà può cambiare molte altre vite.
La chiamata di Dio non è mai solo personale. Risplende oltre noi. Quando ci alziamo e seguiamo Gesù, anche altri sono invitati a fare lo stesso. Che il Signore ci doni il coraggio di ascoltare oggi: “Vieni e seguimi.”
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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