Lectio Quotidiana. Mar, 13 gennaio ‘26. Potere / Autorità

Lectio Quotidiana

Mar, 13 gennaio ‘26

I Settimana del Tempo Ordinario, Martedì

1 Samuele 1,9–20. Marco 1,21–28

Potere / Autorità

Il potere fa parte della vita umana. Tutti desideriamo avere controllo sulle situazioni, sulle persone, sugli eventi. Quando perdiamo il controllo, nasce l’ansia. Molta inquietudine viene dal perdere un potere che pensavamo di avere. Le letture di oggi ci pongono una domanda importante: quale potere dura davvero?

Il potere che viene dall’esterno è sempre limitato. Titoli, ruoli, riconoscimenti e approvazioni dipendono dagli altri. Oggi ci sono, domani possono sparire. La vera autorità è diversa. Non dipende dagli applausi o dalla posizione. Nasce dall’interno. Proprio perché viene da dentro, nessuno può toglierla facilmente.

Nella prima lettura, Anna ci mostra questa autorità interiore. È debole agli occhi del mondo: è sterile, fraintesa e giudicata male persino dal sacerdote Eli. Ma non si arrende. Prega. La sua preghiera non è rumorosa, ma è profonda, sincera e piena di fede. Anche quando Eli la capisce male, Anna non litiga e non si ritira. Rimane salda in Dio. La sua forza non viene dallo status sociale o dall’approvazione religiosa, ma dalla fiducia nel Signore. Per questo la sua preghiera porta frutto.

Nel Vangelo vediamo la stessa autorità in Gesù. La gente è meravigliata perché insegna con autorità, non come gli scribi. Gli scribi si appoggiano a un’autorità presa in prestito, citando altri. Gesù parla dalla sua profonda unione con il Padre. Le sue parole nascono da ciò che egli è. E proprio per questo diventano efficaci. Il suo insegnamento si trasforma subito in azione. Persino lo spirito impuro riconosce la sua autorità e gli obbedisce.

Qui impariamo una verità importante: l’autorità si vede quando le parole diventano azioni. Se le parole non si traducono in fatti, non c’è vera autorità. In Gesù, l’autorità non si ascolta soltanto, ma si vede. Insegnare, guarire, liberare: tutto nasce dalla stessa sorgente interiore.

Anna e Gesù hanno una cosa in comune: Dio è il centro della loro forza. Anna non si affida all’autorità del sacerdote, ma alla forza della preghiera. Gesù non dipende dall’autorità delle istituzioni, ma dalla sua relazione con il Padre.

Per noi, questo è un invito a crescere nella vera autorità. Cresciamo in autorità quando sappiamo chi siamo. Cresciamo in autorità quando viviamo uniti a Dio. Cresciamo in autorità quando riduciamo la distanza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo. Quando la nostra identità è chiara, la nostra fede è profonda e la nostra vita è coerente, l’autorità nasce spontaneamente.

Il potere che controlla genera paura. L’autorità che nasce dall’interno genera libertà. Chiediamo di non cercare potere sugli altri, ma un’autorità radicata in Dio: un’autorità che parla con semplicità, agisce con chiarezza e trasforma la vita.

Don Yesu Karunanidhi

Arcidiocesi di Madurai

Missionario della Misericordia

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