Lectio Quotidiana
Lun, 12 gennaio ‘26
I Settimana del Tempo Ordinario, Lunedì
1 Samuele 1,1–8; Marco 1,14–20
Due inizi
Oggi entriamo nel Tempo Ordinario, dopo l’Avvento e il Natale. Abbiamo celebrato l’attesa, la pace, la gioia, l’amore e, soprattutto, la vicinanza di Dio nella nascita di Gesù. Ora siamo chiamati a vivere questa grazia nei giorni di ogni giorno. Il Tempo Ordinario non è una vita “ordinaria” qualunque, ma una vita guidata, nutrita e sostenuta dalla grazia di Dio. Le letture di oggi ci parlano di due inizi.
Il primo inizio lo troviamo nella prima lettura, all’inizio dei libri di Samuele. Samuele diventerà l’ultimo giudice e il primo profeta d’Israele, colui che preparerà la strada alla monarchia. Ma la sua storia non comincia con la forza, bensì con la sofferenza. Incontriamo Anna, una donna sterile, incompresa e derisa. Suo marito cerca di consolarla, ma le sue parole non riescono a guarire la ferita più profonda. La vera consolazione di Anna viene solo dal Signore degli eserciti. Anna ci insegna la pazienza. Anno dopo anno va alla casa del Signore. Prega. Attende. Il Dio che sembra aver chiuso il suo grembo, a suo tempo lo aprirà e farà nascere un grande profeta. Un nuovo inizio nasce dalla pazienza e dalla preghiera.
Il secondo inizio lo troviamo nel Vangelo, all’inizio del ministero pubblico di Gesù. Dopo l’arresto di Giovanni, Gesù va in Galilea e comincia ad annunciare e a chiamare. Il suo annuncio è chiaro: «Il tempo è compiuto. Convertitevi e credete al Vangelo». È il tempo di Dio, il momento decisivo della salvezza. Gesù non annuncia solo il Vangelo: Gesù stesso è il Vangelo. La sua vita, le sue azioni, la sua compassione rivelano la buona notizia di Dio. Questo Vangelo ci raggiunge ogni giorno e ogni giorno chiede una risposta.
Poi Gesù chiama i suoi primi discepoli. Chiama semplici pescatori e li invita a diventare «pescatori di uomini». Allarga il loro sguardo. La pesca finisce con i pesci; la sequela di Gesù cambia la vita delle persone. Pescare uomini non significa dominarli, ma avvicinarli a Dio. Solo chi si aggrappa a Dio può davvero toccare e trasformare la vita degli altri. I discepoli lasciano subito le reti e diventano collaboratori di Gesù.
Da questi due inizi impariamo due lezioni fondamentali. Da Anna impariamo la pazienza: fidarci di Dio anche quando la vita porta lacrime e attese. Dai discepoli impariamo la disponibilità: il coraggio di rispondere quando Dio chiama. La pazienza di Anna apre la porta al progetto di Dio. La prontezza dei discepoli allarga l’orizzonte della loro vita.
All’inizio del Tempo Ordinario siamo invitati a ricominciare. Con pazienza nella preghiera. Con disponibilità nella risposta. Dio continua a far nascere cose nuove nei giorni ordinari.
Don Yesu Karunanidhi
Arcidiocesi di Madurai
Missionario della Misericordia

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